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Pescara, 09/04/2026
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21/05/2012
Il Centro
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Imu, i sindaci teramani contro la stangata. La protesta: Monti ci fa diventare esattori dei cittadini, andremo a manifestare a Venezia |
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TERAMO. Fronte comune contro l’Imu. Il ritorno dell’imposta sugli immobili schiera i sindaci del Teramano dalla stessa parte, al di là delle appartenenze poltiche. Per i primi cittadini dei comuni principali la nuova la tassa è iniqua e trasforma gli enti locali in esattori del governo. Per questo i sindaci teramani aderiranno in blocco alla manifestazione nazionale contro l’applicazione dell’Imu, organizzata dall’Anci, l’associazione delle municipalità italiane, e che si terrà giovedì a Venezia. Sarà quella l’occasione per sollecitare la revisione dei i criteri di riscossione che tra l’altro impongono ai Comuni di versare al governo quasi la metà dell’intero gettito derivante dall’imposta. «CON LA FASCIA». Sicura la presenza a Venezia del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi. «Andrò alla manifestazione indossando la fascia tricolore», annuncia, «nonostante il richiamo del ministero degli Interni al rispetto del nostro ruolo istituzionale». Secondo Brucchi, però, è stando tra la gente che un primo cittadino svolge la propria funzione. «Non è certo facendo l’esattore per conto del governo», spiega, «che si contribuisce ad aiutare il Paese in momento difficile». Brucchi non usa mezzi termini. «L’Imu va cambiata», scandisce, «e per questo mi unirò alla protesta di tutti gli altri sindaci». Secondo il primo cittadino teramano l’imposta sugli immobili «è una patrimoniale mascherata da tassa che colpisce anche le categorie più deboli». Per questo l’amministrazione sta già vagliando l’introduzione di agevolazione per gli anziani con più di 65 anni e che hanno un reddito annuo inferiore a 15mila euro, oltre che per altre fasce sociali svantaggiate. «SPAVENTOSA». Per il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro l’Imu è molto più che iniqua: fa paura. «Non è una tassa municipale», spiega, «lo Stato usa il Comune come esattore chiedendo cifre abnormi, triplicate rispetto all’Ici». Il primo cittadino giuliese avanza una proposta: «Togliere la tassa sulla prima casa o quanto meno renderla facoltativa e lasciare alle amministrazioni locali gli introiti derivanti dalle altre abitazioni». Mastromauro evidenzia anche le difficoltà economiche dell’ente che guida. «Nel 2011 i minori trasferimenti statali sono ammontati a 5,3 milioni di euro e quest’anno ci saranno altri tagli», osserva, «l’Imu è un feticcio, nelle casse comunali non entrerà nulla: come faremo a garantire servizi ai cittadini e a pagare gli stipendi ai dipendenti?». Le stime del governo sul gettito derivante dall’imposta, tra l’altro, non sarebbero corrette e rischiano anche di far sballare le cifre del bilancio di previsione. «TASSA INIQUA». Il sindaco di Roseto Enio Pavone ritiene più giusta l’introduzione di un’imposta patrimoniale calibrata sui redditi più ricchi. «L’Imu è del tutto iniqua», evidenzia, «perché colpisce la prima casa e non va nella direzione di sostenere le classi sociali meno abbienti». Ora, però, la tassa c’è e va applicata. «Non sarebbe corretto per un pubblico ufficiale», fa notare il primo cittadino, «lanciare appelli a non pagarla». L’amministrazione rosetana adotterà le aliquote indicate dal governo e con il varo entro il 30 settembre del regolamento che disciplinerà nel dettaglio la riscossione dell’imposta introdurrà eventuali correttivi derivanti da nuove disposizioni normative. «Per il momento non possiamo fare altro», chiarisce Pavone, «vedremo quali possibilità concederà la legge». «FREGATURA DOPPIA». Secondo Luciano Monticelli, sindaco di Pineto, l’Imu penalizzerà due volte i cittadini. «La cancellazione dell’Ici ha imposto aumenti di Irpef e tariffe per i servizi», evidenzia, «questi restano in vigore e in più ora si aggiunge di nuovo il pagamento dell’imposta sugli immobili». E’ l’effetto prodotto, secondo il primo cittadino pinetese, dal prelievo forzato che il governo farà sugli incassi derivanti dall’Imu. «E’ una vera tassa statale», osserva Monticelli, «togliere l’Ici è stata la sciocchezza più grande». Il sindaco si chiede se i cittadini, già in gravi difficoltà economiche, riusciranno a pagare la nuova tassa. «Con queste misure si alimenta solo l’antipolitica», conclude, «e i mancati incassi rischiano anche di lasciare grossi vuoti nel bilancio del Comune».
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