Per la prima caso dovremmo applicare lo 0,4% per la seconda l’1,06 per cento ma sono previsti sgravi
CHIETI. Tra meno di un mese anche i teatini saranno chiamati a pagare la prima rata dell’Imu. Balzello che teoricamente sostituisce l’Ici (imposta più leggera), da calcolare sempre sugli immobili, il cui introito però andrà per il 30% allo Stato anche se sarà il Comune a imporre la tassa. Chieti non ancora sa quali saranno le percentuali da calcolare su case, terreni, negozi e garage. Ma c’è un orientamento che andrà a definirsi nei prossimi giorni.
«Stiamo facendo proiezioni», dice il sindaco Umberto Di Primio tra i sindaci che non hanno gradito l’Imu, definita «inutile perché a mala pena pareggerà i conti, considerato che non andrà a compensare i mancati introiti da parte dello Stato». «Come la maggior parte dei comuni stiamo studiando un modo per non andare incontro al fallimento», continua il primo cittadino, «in base alle proiezioni fatte, il nostro “fabbisogno” si aggira intorno ai 14 milioni ma riusciremo ad ottenerne solo 11, con 2 milioni e 700 mila euro in meno che precendentemente ci rimborsava lo Stato per l’Ici, solo attraverso altre manovre a mala pena riusciremo a pareggiare l’introito dello scorso anno».
Due sono gli appuntamenti importanti ai quali è chiamato il sindaco in questa settimama, una riunione di maggioranza nella quale verranno illustrati conti e necessità dell’ente e l’altra, giovedì 24, quando Di Primio insieme ad altri colleghi italiani parteciperà a Venezia alla manifestazione nazionale organizzata dall’Anci alla quale per ora hanno aderito circa 100 primi cittadini. In quella sede si chiederà al Governo di mettere ordine, perché i soldi incassati dai comuni devono restare sui territori. «Se lo Stato deve ripianare i suoi bilanci», osserva Di Primio, «operi con tasse statali ma non camuffando i prelievi dietro l’Imu, imposta statale che a fronte di ulteriori tagli ai trasferimenti, consentirà ai comuni di incassare ancora meno di quanto si incassava con l’Ici».
Intanto dai primi calcoli fatti il Comune di Chieti sulla prima casa dovrebbe applicare lo 0,4%, sulla seconda ci sarà la stangata con l’1,06 %, mentre lo 0,2% verrà applicato su terreni agricoli e case di campagna. «Quello che stiamo valutando», dice Di Primio, «è una manovra che ci consentirà di solo pareggiare l’introito dello scorso anno, per non portare nelle nostre casse neanche un euro». Tuttavia il Comune sta studiando sgravi verso le persone svantaggiate. Lo Stato già prevede quello per una famiglia con un figlio di età inferiore ai 26 anni. «Per quel che ci riguarda», aggiunge il primo cittadino, «applicheremo una riduzione della tassa per chi ha in casa un disabile grave, stiamo valutando inoltre un’esenzione per gli ultrasessantacinquenni che hanno un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro e una diversa tassazione per quei locali nei quali i proprietari svolgono attività lavorativa, che sia artigianale, commerciale o professionale».
L’Imu per la prima casa viene deciso in una forbice che va dallo 0,2% allo 0,6 per cento. Chieti per rientrare applicherà lo 0,4 %, sarà una batosta invece per la seconda casa: l’1,06%. «Lo Stato», riprende Di Primio, «secondo i calcoli fatti dal Comune di Chieti prevede un incasso di 20 milioni di euro, valutazioni che oggi sono ben lonante da quella che è la realtà. Una somma calcolata come al gioco del Monopoli. Ma molti appartamenti non danno più la rendita alta di un tempo». Intanto il Comune entro il 30 giugno dovrà anticipare parte dell’Imu non ancora percepita. «Su 11 milioni», osserva il sindaco, «ne dobbiamo anticipare 4 subito». Un salasso che faceva temere che fossero a rischio gli stipendi dei dipendenti comunali. «Non c’è alcun rischio ma la situazione è complicata. Stiamo lavorando su un’operazione di recupero delle evasioni. Attraverso controlli incrociati abbiamo scoperto che la Mantini, a proposito di raccolta differenziata, ha servito nella distribuzione del kit 1500 alloggi in più di quelli previsti. Tuttavia ribadisco che questa tassa», conclude Di Primio «è inutile, lo Stato non può approfittare dei sindaci per imporre nuovi balzelli perché proprio i sindaci sono ormai gli unici a rispondere delle proprie azioni nei confronti dei cittadini».