ROMA. «Dopo Stalingrado ci aspetta Berlino, forza belìn». Beppe Grillo esulta nel suo blog per un trionfo sul quale in pochi scommettevano. Il Movimento 5 stelle ha conquistato Parma, storica roccaforte del centrodestra che il Pd sperava di tornare a governare da 14 anni, e due altre città: Comacchio, in provincia di Ferrara e Mira, in provincia di Venezia. Con Sarègo già espugnata al primo turno sono 4 i primi cittadini 5 stelle. Ma in termini politici la vittoria dei grillini vale molto di più. E non solo perché i sondaggi danno la lista al 12% a livello nazionale. Questo secondo turno dimostra che a oggi c’è una sola forza, insieme all’astensionismo, capace di causare uno smottamento della politica. E questa forza è il Movimento 5 stelle.
A Parma, sia pure con l’appoggio non richiesto del voto di centrodestra come denuncia il Pd Enrico Letta, Federico Pizzarotti ha stracciato il candidato dei democratici con il 60,23% dei voti contro il 39,77% del “cavallo” Pd, Vincenzo Bernazzoli. «I nuovi sindaci 5 stelle, Pizzarotti (39), Maniero (26), Fabbri (29) Castiglion: età media 31 anni e sei mesi», sottolinea compiaciuto Grillo. Che poi aggiunge: «E adesso riprendiamoci questo disgraziato Paese». «Grandi, siete stati tutti grandi, abbiamo dimostrato che si può fare politica senza soldi, a Parma sono stati spesi 6.400 euro di autofinanziamento e abbiamo vinto, come abbiamo vinto a Mira e Comacchiio con poche migliaia di euro: devono chiedersi come mai, perché e come abbiamo fatto», twitta il «comico» genovese.
A Parma quando si diffonde la prima proiezione del risultato di Pizzarotti tra i grillini in rete e in piazza è un’esplosione di gioia incontenibile. «Saremo diversi, sarà un governo diverso nell’ottica della trasparenza», dichiara Pizzarotti. Sarà lui, il giovane perito tecnico informatico, l’apripista di quello che potrebbe diventare un laboratorio politico di qui al 2013. «Veniamo dal di fuori delle istituzioni ed entreremo nelle istituzioni», spiega Pizzarotti proponendosi di collegare le istanze dei cittadini con quelle degli imprenditori.
«Quella di Parma è una vittoria della democrazia sul capitalismo: sono i cittadini che si eleggono senza soldi e vanno a gestire le città, è un fatto di democrazia che non è mai successo, credo», scrive Grillo. «A Parma non ha vinto Pizzarotti ma i cittadini, bisogna capire bene questo concetto: il Movimento 5 stelle è uno strumento che serve ai cittadini per amministrare loro stessi tramite gli eletti, sono i cittadini che si eleggono tra di loro», aggiunge con una lezione di democrazia un po’ naif ma chiara per tutti.
La festa dei grillini ovviamente è in rete. Un festa a colpi di post. Con gli abbracci delle piazze sostituiti, ma non sempre, da abbracci virtuali like su facebook e citazioni su twitter. Grida e frasi scritte con la maiuscola e una certezza: ieri è nata la Terza Repubblica. «Vogliamo Ascanio ad ogni elezione, oltre ad esse bravo porta fortuna», twitta un militante commentando un’intervento dell’attore Ascanio Celetrini. «A volte i sogni diventano realtà», «E’ la nostra Bastiglia, si apre una nuova era politica onesta e trasparente», scrivono. Nel mirino ci sono i politici che intanto appaiono in tv per commentare il voto. E c’è anche Giogio Napolitano che al primo turno aveva minimizzato il boom di 5 Stelle. «Adesso vediamo se ha sentito il boom», twitta un fan grillino.
«E’ l’ora dei cialtroni», «Grillo è impresentabile ma ora vediamo come andrà» ribattono internauti del Pd che, in un caso almeno, provano a lanciare il boicotaggio del prosciutto.
«Tra la sinistra e Grillo a Parma avrei votato Grillo: il centrodestra a Parma ha votato Grillo», sottolinea Ignazio La Russa. «Ci sono comuni come a Parma e a Comacchio dove noi abbiamo non vinto perchè erano dal centrodestra», ribatte Bersani che non si capacita del compiacimento di La Russa e sfida Grillo a discutere di lavoro. «Non demonizzo Grillo anzi voglio capire cosa farà» commenta Maroni, ricordando chi nel dava la Lega come fenomeno passeggero.