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Data: 22/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Di Mattia diventa sindaco per 1.474 voti. Batte Musa ma non stravince e annucia: «Mi dimetto da consigliere provinciale». Il nuovo consiglio di Montesilvano: 15 seggi alla maggioranza

«Ora starò tra la gente nel mio ufficio sempre porta aperta Entro sabato faccio la giunta»

MONTESILVANO. Attilio Di Mattia dell’Idv, 35 anni, sindaco di Montesilvano per 1.474 voti. È questo il responso di un ballottaggio segnato dall’astensionismo con 7.638 montesilvanesi che si sono rifiutati di tornare a votare dopo il primo turno. Ai seggi è andato soltanto un elettore su due: in più di 20 mila non hanno votato. A fronte di questi grandi numeri, il centrosinistra torna al potere a Montesilvano sei anni dopo il Ciclone, la bufera giudiziaria che qui nessuno ha dimenticato.
Sei anni fa la bomba che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Pd Enzo Cantagallo e alle dimissioni di massa di assessori e consiglieri di centrosinistra. Alle 16 di ieri, con i primi dati in mano, la resurrezione. Stavolta, il 69,5 per cento di Cantagallo, al primo turno, è lontano. Al ballottaggio, Di Mattia vince su Manola Musa del centrodestra con uno scarto piccolo piccolo, tanto che la lista apparentata Fli adesso può dire: «Ha vinto Di Mattia, ma i nostri voti sono stati determinanti», così grida in piazza Diaz il consigliere provinciale Gianni Teodoro ricordando i 1.349 voti presi dal partito al primo turno. Così, Di Mattia arriva a 10.397 voti, Musa a 8.923. Musa vince in 14 sezioni su 52, nelle altre è quasi sempre un testa a testa tirato.
Da sindaco, alle 17,30 di ieri, arriva il primo annuncio di Di Mattia: «Mi dimetterò presto da consigliere provinciale, non credo ai doppi incarichi. Ma prima tenterò di far approvare una mozione per trasferire l’ex colonia Stella Maris dalla provincia al Comune, c’è la possibilità di farlo e mi appello al buon senso dei consiglieri di maggioranza».
Poco dopo, in sala giunta, la seconda promessa: «Entro sabato pronta la giunta perché c’è bisogno di lavorare. È ora di rimboccarsi le maniche», avverte Di Mattia che non vuole fare nomi e cognomi, «non ci ho ancora pensato ma non ci saranno problemi a far quadrare i conti con la maggioranza. Sarà una giunta competente, questo è certo». Il criterio di scelta saranno i voti raccolti al primo turno: «Terrò conto dei risultati elettorali», conferma il sindaco. Cinque giorni soltanto per fare la giunta e mettere d’accordo tutti: se ci riuscirà, Di Mattia sarà quasi un eroe e avrà dato il suo segnale di cambiamento. Ma, a dire la verità, non sarà facile per lui vincere i grandi vecchi della politica cittadina. E soprattutto tenere al guinzaglio una maggioranza allargata con Fli, Udc, Pd, Idv fino a Sel e Comunisti italiani, più le liste civiche Montesilvano Bene Comune, Essere Montesilvano, Giovani per Montesilvano e Il Popolo di Montesilvano.
«Sarò un sindaco con la porta aperta e starò tra la gente», dichiara Di Mattia. Ai montesilvanesi, nei primi 100 giorni, il sindaco promette «wi-fi in piazza Diaz, palazzo Baldoni e Palacongressi e proverò anche ad estenderlo lungo una parte della riviera. Un’altra priorità», prosegue, «è approvare il bilancio perché non possiamo andare avanti per dodicesimi. Poi, parlando con i presidi, ho saputo che c’è una carenza di aule scolastiche, soprattutto a Villa Carmine, ed è necessario dare una risposta immediata agli alunni».
Entrando in Comune da vincitore, Di Mattia getta un ponte ai dipendenti comunali entrati in rotta di collisione con Pasquale Cordoma, l’ormai ex sindaco di Grande Sud rimasto fuori dal consiglio comunale: «La macchina amministrativa sarà riformata», dice, «presto un colloquio di pianificazione con i dirigenti».
Un messaggio, poi, all’opposizione di centrodestra: «Spero che partecipino tutti a un progetto di rinascita per Montesilvano. Ormai la campagna elettorale è finita, guardiamo avanti».

Il nuovo consiglio di Montesilvano: 15 seggi alla maggioranza

Nove poltrone vanno all’opposizione: resta fuori Gervasi, l’uomo di Maragno
Parte la corsa alle nomine per la giunta D’Ignazio quasi certo Con lo scorrimento rientra Di Pasquale

MONTESILVANO. Cinque seggi al Pd, due alla lista civica Montesilvano Bene Comune, altri due all’Udc, due anche all’Idv e uno a testa per Fli, Sinistra unita, Essere Montesilvano e Il Popolo di Montesilvano. Eccola la maggioranza che, in consiglio comunale, sostiene il sindaco Idv Attilio Di Mattia. I cinque del Pd sono Feliciano D’Ignazio, Gabriele Di Stefano e Adriano Chiulli, tutti e tre consiglieri di opposizione durante l’era Cordoma, l’ex assessore provinciale Vincenzo Fidanza, parente dell’ex sindaco Enzo Cantagallo, e Massimiliano Pavone, l’ex presidente del consiglio della maggioranza Cantagallo. Ma, con le nomine in giunta, è destinato a rientrare in consiglio anche il primo dei non eletti, Francesco Di Pasquale, finito indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’Ato: la nomina ad assessore di D’Ignazio, il più votato di tutti con 754 preferenze, è quasi una certezza. «Non lo so», dice D’Ignazio ma si parla della delega ai Lavori pubblici. Il Pd dovrebbe ottenere anche un altro assessorato ed entrerebbe in consiglio il primo volto nuovo del partito: Paolo Talanca.
Un’altra nomina ad assessore che pare scontata è quella di Anthony Aliano (362 preferenze) di Montesilvano Bene Comune: messa così, i consiglieri della lista civica sarebbero Stefano Di Felice e Fabio Petricca. Due consiglieri anche per l’Udc: Lino Ruggero, consigliere provinciale, e Pietro Gabriele, ex assessore con Cordoma. Anche l’Udc punta, almeno, a un assessorato e, così, pare certo anche il ritorno di Emidio Di Felice, ex assessore di Cordoma. Volti nuovi nell’Idv con Enea D’Alonzo e Fabio Vaccaro. Ma se il partito di Di Mattia avrà anche un assessore, potrebbe rientrare Stefania Di Nicola, ex del Pdl. Discorso a parte Fli, apparentata col centrosinistra al ballottaggio: Carlo Tereo de Landerset non diventerà assessore altrimenti al suo posto entrerebbe Oscaro Biferi, uscito dal partito subito dopo l’appoggio a Di Mattia. Quindi, Fli, in caso di assessorato, potrebbe puntare su un esterno. Un seggio anche a Sinistra unita con Debora Comardi, figlia dell’ingegnere Jacqueline Kennedy Pettine e dell’architetto Aurelio Colangelo. In aula anche l’avvocato Federico Di Giovanni (Essere Montesilvano) e un infermiere Lorenzo Silli (Il Popolo di Montesilvano).
Nell’opposizione, con i due candidati sindaco Manola Musa e Francesco Maragno, cinque consiglieri del Pdl, uno dell’Arcobaleno e uno di Montesilvano Futura. Nel Pdl, tornano quattro ex dell’amministrazione Cordoma: Ottavio De Martinis, Paolo Cilli, l’ex presidente del consiglio Vittorio Catone e l’ex vicesindaco Claudio Daventura. Ultimo del Pdl, è Umberto Di Pasquale, ex Considan ed ex Ecoemme. In minoranza anche un imputato: Paolo Di Blasio, dell’Arcobaleno, uno dei più votati con 420 preferenze. Ultimo dell’opposizione è Ernesto De Vincentiis, ex vicesindaco tra 2007 e 2010, passato a Montesilvano Futura. Una sconfitta forte per Maragno che al primo turno ha preso quasi il 20 per cento: non entra Vittorio Gervasi di Democrazia e Libertà.

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