Ingresso trionfale in Comune, poi l’abbraccio con lo sfidante
AVEZZANO - Moderato all’inizio e molto cauto anche dopo il voto: «Ho vinto per la tenacia, per la capacità di impegnarmi e per il fatto che ho dialogato con i cittadini. Non ho mai portato avanti una campagna elettorale a danno e contro i miei avversari». È Gianni Di Pangrazio che parla. È lui il nuovo sindaco di Avezzano. Ha battuto Italo Cipollone al ballottaggio con il 56,5%. Certo, sulla consultazione ora pesano una serie di vicende che non si possono sottacere e che prima o poi andranno analizzate assieme a tutta la coalizione vincente costituita da Udc Api, Pd e Fli assieme alle altre liste civiche. In primis la percentuale dei votanti bassissima, specialmente in sede di ballottaggio e poi la conformazione politica del voto e, dato da non sottovalutare, l’elevato numero di schede nulle e bianche che, nella somma, superano abbondantemente le cinquecento e che farebbero pensare a una sommessa contestazione nei confronti dell’amministrazione uscente. Situazione questa confermata anche da qualche dichiarazione dei protagonisti della campagna elettorale. Daniela Stati, ex assessore regionale ed ora di Fli parla di «una amministrazione di centro che esprime perfettamente il volto della città». Certo anche il Pd ha dato il suo contributo presentando il consigliere più votato in assoluto, Domenico Di Berardino. Anche Pierpaolo Rubeo candidato sindaco uscente, il quale ha poi dichiarato di voler sostenere Di Pangrazio, parla di «una città moderata e sostanzialmente di centrodestra» e poi subito aggiunge: «Ma non si possono prendere in giro i cittadini».
Ieri attorno alle 17 il neo sindaco Gianni Di Pangrazio, comunque, aveva già fatto il suo ingresso al Comune accolto da un tifo da stadio. Ha salito le scale del Palazzo di città accompagnato dal grido «Gianni, Gianni...» e poi ha ancora ribadito, accanto al suo grazie, il «sarò il sindaco di tutti» che ha sempre messo in campo nel corso della sua campagna elettorale. Una battaglia dura, durissima, contraddistinta non solo da pesanti confronti ma anche «da dossieraggi diffusi artatamente e da condannare» come ha sostenuto il consigliere uscente Gino Milano che con la sua Api ha sostenuto l’attuale sindaco. Da parte sua ancora Giuseppe Di Pangrazio, consigliere regionale Pd, ha dichiarato invece che «ora occorrer ridare dignità alla città, rimetterla al centro della politica comprensoriale, provinciale perché no, anche regionale».
Lievita in tal senso l’esperienza avezzanese dal punto di vista politico dal momento che insomma «rappresenta un esperimento importante - ha commentato l’onorevole Rodolfo De Laurentiis che ieri era, anche lui, a Palazzo di città - dal momento che abbiamo messo in campo un candidato che non ha bisogno di studiare, che ha già le mani in pasta e che potrà cominciare subito». Ma la benedizione di De Laurentiis e l’accenno varato da Giuseppe Di Pangrazio fanno pensare che l’alleanza centrista aperta a sinistra a un Pd che si presenta il primo partito in ascesa possa benissimo essere esportata a breve anche a livello regionale.
Certo ora comincia la resa dei conti specialmente in Provincia, ma anche all’interno del comprensorio e in Regione. Si va verso uno scontro duro con l’attuale dirigenza Pdl, una battaglia che fonda le sue origini anche su vecchi rancori e ipotesi di revanchismo iniziate proprio all’interno del partito azzurro.