ORTONA Dopo diciotto anni di dominio assoluto, il centrodestra cede lo «scettro» di palazzo di città: confermando l'ampio consenso del primo turno, il nuovo sindaco è Vincenzo D'Ottavio, che è stato uno dei protagonisti dell'opposizione alle amministrazioni di Gianfrancesco Puletti e Nicola Fratino, che hanno governato Ortona dal momento del crollo della Prima Repubblica. Nessuna sorpresa, dunque, dal ballottaggio: il vantaggio di quasi venti punti di quindici giorni fa con il Popolo della libertà di Remo Di Martino si è moltiplicato, arrivando a sfiorare il 50 per cento. I voti di D'Ottavio sono stati 8861 (pari al 74,54%) contro i 2959 (25,46%) del suo avversario e in Consiglio comunale il centrosinistra allargato all'Udc avrà una solida maggioranza di 11 seggi (il sindaco D'Ottavio, 5 Pd, 2 Idv, 1 Udc, 1 Sel e 1 Uniti per D'Ottavio), mentre i restanti 5 seggi andranno 2 al Pdl e a tre candidati a sindaco (Di Martino, Napoleone e Cieri). A vincere, dunque, è stata la nuova alleanza del centrosinistra della foto di Vasto allargata all'Udc: una scelta, quella dei centristi, che è costata sul piano politico, ma che ha «pagato» sul piano delle strategie, dove a pesare è stata anche la profonda divisione del centrodestra, che si è presentato con ben tre candidati a sindaco e al secondo turno non è riuscito a recuperare l'unità lacerata forse irrimediabilmente. «Ho avuto solo metà dei voti del centrodestra – ha commentato amaro Di Martino – perché probabilmente l'altra metà ha preferito salire sul carro del vincitore». «Abbiamo dimostrato – sono le prime parole del neo-sindaco D'Ottavio – che a Ortona l'alternativa c'è ed ora ci metteremo subito al lavoro per rilanciare la città».