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Pescara, 15/05/2026
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Data: 04/01/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
D'Alfonso esce dal Cda, ma gli autisti non si placano. I dipendenti della Schiappa e della società di trasporti regionale da ieri in stato di agitazione. L'ex presidente dell' Arpa ha raccolto l'invito di Ginoble a dimettersi da consigliere della società Paolibus

Sulmona.- Da ieri i dipendenti Arpa sono ufficialmente in stato di agitazione e con loro anche i «cugini minori» delle autolinee Schiappa che, inutilmente, dallo scorso quindici dicembre attendono il Piano industriale della Paolibus, l'azienda a cui l'Arpa ha ceduto il pacchetto azionario del gruppo scannese e i verbali e gli ordini del giorno che dovrebbero chiarire il passaggio di proprietà. Alfonso D'Alfonso, ex presidente Arpa, poi in forza nel Cda della Paolibus, ha intanto raccolto l'invito dell'assessore regionale Tommaso Ginoble e con altri tre consiglieri di amministrazione ha presentato le dimissioni, facendo passare il Cda della Paolibus, partecipata dall'Arpa, da sette a tre persone. L'uscita di scena, almeno dalla Paolibus, di Alfonso D'Alfonso, non ha però tranquillizzato i dipendenti della Schiappa che ad oggi non conoscono ancora le intenzioni della nuova proprietà su corse e garanzia del servizio. Al Piano industriale inesistente, si sovrappongono voci e ipotesi di sperimentazioni: la più plausibile sembra essere quella di far slittare la corsa da Sulmona per Roma delle 16,20 alle 18-18,30. Ma la vicenda Schiappa non è destinata a chiudersi così: l'onorevole Rodolfo De Laurentis, che nei giorni scorsi ha incontrato i dipendenti, ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare in merito e in particolare per conoscere le fasi e i dettagli dell'operazione di cessione del pacchetto azionario della Schiappa ad una società, la Paolibus appunto, compartecipata da privati e che ha ottenuto dalla Regione, senza gara, la concessione al servizio di trasporto pubblico. Dal canto suo l'ex assessore regionale ai Trasporti, Mario Amicone, ha annunciato a breve un suo intervento per chiarire, contrariamente a quanto affermato da Ginoble in una conferenza stampa a Sulmona, la sua estraneità all'operazione, avviata e consumata, secondo Amicone, quando lui non era più assessore.

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