Fumata bianca per il caso ex Acms. Per la prima volta la nuova azienda affidataria del servizio del trasporto pubblico, il gruppo Clp, ha manifestato l'impegno di provvedere alla gestione transitoria utilizzando tutto il personale della fallita spa (447 addetti), a eccezione dei dipendenti che sono interessati alla procedura di mobilità, ai fini dell'accesso alla pensione. L'impianto generale dell'intesa è stato messo a punto nella tarda serata di ieri ma il verbale non è ancora stato sottoscritto. Al summit erano presenti tra gli altri l'assessore regionale al lavoro Nappi, la società privata di Napoli, le organizzazioni sindacali di categoria, i rappresentanti della Provincia con il presidente Domenico Zinzi. Alle esigenze di natura occupazionale si provvederà attraverso il Fondo di sostegno per le aziende in crisi del settore, sulla base delle linee programmatiche previste nel dicembre dello scorso anno. Linee peraltro condivise nello schema del verbale sottoscritto in Regione il 5 aprile scorso e che a questo punto rimane confermato, fatta salva la pregiudiziale posta dalle parti sociali di voler prima sottoporre all'assemblea di tutti i lavoratori termini e novità dell'intervento. Riserva, quest'ultima, che anche se non può essere interpretata in modo negativo, non mette la parola fine all'intera trattativa. Eppure una possibile via d'uscita sembrava essere stata individuata per la gestione degli esuberi (107) prima del previsto. Al termine del confronto della mattinata già era stata predisposta infatti una prima bozza di accordo nel quale si affacciava l'ipotesi del ricorso alla cig Più, uno strumento che la Regione Campania ha pianificato sin dallo scorso anno e che avrebbe garantito incentivi finanziari per la ricollocazione dei lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali. Uno strumento, la Cig Più, che ha avuto largo seguito con una trentina di imprese beneficiarie in tutto il territorio, 7 nella sola provincia di Caserta. Secondo la logica del provvedimento la società subentrante all'ex Acms, in questo caso il gruppo Clp, avrebbe potuto richiedere finanziamenti per realizzare progetti di riqualificazione professionale dei neo assunti oppure farsi assegnare un bonus di 3 mila euro per stage di 4 mesi da organizzare per lavoratori da formare direttamente in azienda. La proposta avanzata presso l'assessorato al welfare avrebbe potuto essere considerata assolutamente complementare all'exit strategy già formulata la settimana scorsa e mirata a individuare ulteriori fondi in termini di premialità, necessari per la copertura degli ammortizzatori sociali per i primi 90 giorni di attività. «Ma il verbale che ci è stato sottoposto è stato formulato in termini così vaghi - ha ricordato Rosario Cipollaro della Fit Cisl - che non è stato preso neanche in considerazione». Di qui il rinvio della discussione, sempre con la mediazione dell'assessore Nappi, al tardo pomeriggio, con un ulteriore approfondimento anche delle questioni di carattere contrattuale e retributivo. A sbloccare l'impasse è sopraggiunta nella tarda serata la disponibilità della società di Napoli a ricollocare i 447 lavoratori posti in mobilità dalla curatela fallimentare di S.Maria Cv, escludendo dal novero coloro che potranno accedere alla pensione. La pregiudiziale, resta, comunque, il rispetto dell'accordo del 5 aprile scorso. Proprio a seguito di questa garanzia, è stato possibile riportare al centro del negoziato l'ipotesi cig Piu, in un primo momento accantonata. Lo stesso assessore Nappi, infatti, entro giovedì sarà in grado di offrire più precise risoluzioni di comune accordo con l'assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella. Ultimo interrogativo, ma non per ordine di importanza, la data della possibile ripresa del servizio: «Nel verbale stampato ma non ancora sottoscritto l'azienda si è dichiarata disposta a ripartire il prossimo 28 maggio - ha concluso Cipollaro - adesso restano ancora due giorni per acquisire informazioni più sicure e dettagliate sull'operazione»