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Pescara, 09/04/2026
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Data: 23/05/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Cstp, dopo i tagli anche i bus fermi. Utenti appiedati, esplode la rivolta

Non solo la recente e pesante sforbiciata ai turni e alle corse, con il nuovo piano d'esercizio del Cstp seguito al taglio dei servizi aggiuntivi. A lasciare praticamente a piedi i salernitani c'è anche la penuria dei ricambi, per i quali ormai da tempo non si procede all'acquisto, vista la situazione di profondo rosso delle casse dell'azienda. Ieri sarebbero rimasti fermi al deposito di Fuorni, per la mancanza di ricambi, circa 70 autobus, un numero ben superiore al cinquanta per cento della flotta, con circa 25 turni soppressi per questo motivo, oltre a quelli scomparsi dopo i tagli aziendali. Le conseguenze sono state ben presto evidenti: i pochi mezzi in circolazione passavano strapieni alle fermate, lasciando a piedi gli utenti in attesa. Numerose le segnalazioni di casi del genere, non solo da varie zone della città ma anche dalla valle dell'Irno. Una situazione allarmante, per la quale però si stenta a trovare una soluzione. Lo stesso collegio dei liquidatori, che dovrebbe traghettare l'azienda in acque sicure, non si è ancora formalmente insediato. E sono passati quasi due mesi dalla messa in liquidazione dell'ex consorzio, decretata lo scorso 29 marzo dopo la mancata ricapitalizzazione da parte dei soci. Quasi sessanta giorni perduti senza che venisse fuori un piano di risanamento aziendale, base su cui poggiare ogni idea di rinascita del Cstp. E intanto continuano ad arrivare notizie che contribuiscono a deprimere un ambiente già sull'orlo di una crisi di nervi. Come quella proveniente da palazzo Santa Lucia: la Regione, infatti, non ha ancora pubblicato la delibera inerente ai 15 milioni del fondo per i lavoratori del trasporto pubblico, quota essenziale nei contratti di solidarietà firmati di recente da tutti i lavoratori del Cstp, per scongiurare i 149 esuberi annunciati dall'azienda. Contratti che andranno in vigore dal primo giugno, rischiando di partire prima della delibera regionale. Intanto, mentre dalla Provincia continuano sottotraccia - nulla è stato infatti formalizzato - i contatti con altre aziende, il Comune di Salerno pensa a un nuovo bacino di servizio extracomunale (in merito alla nuova legge sulle liberalizzazioni) che coprirebbe circa 5 milioni di chilometri, da proporre alla Regione. Non pochi gli scogli da superare, in primis le adesioni di altri comuni: finora, oltre a Salerno, ci sarebbero solo Fisciano e Pontecagnano, peraltro con una disponibilità che per adesso resta verbale.

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