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Pescara, 09/04/2026
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Data: 23/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Manifesto-choc contro i rom: il Pdl finisce nella bufera. Ronca e Casciano: «Segnali di razzismo e intolleranza» Riccardo Chiavaroli: «Atto irresponsabile». L’indignazione di Cgil e Pd (Guarda il manifesto rimosso)

Il primo a notarlo alla rotatoria del Rampigna è stato Domenico Ronca, segretario della Filctem-Cgil. «Fuori dalle case popolari rom e delinquenti», così c’era scritto sul manifesto 6 per 3 per annunciare che «Il Pdl mantiene gli impegni». Quella congiunzione, «rom e delinquenti», non concede spazio alle interpretazioni: la parola rom diventa a prescindere sinonimo di criminale. Scrivere «Fuori dalle case popolari i delinquenti» sarebbe bastato ad esprimere il concetto sulla politica degli sfratti a Rancitelli e a Fontanelle, evitando l’accusa di istigazione al razzismo: la stessa che Amnesty aveva già rivolto al Comune per la manifestazione degli ultrà biancazzurri a piazza Italia. Quella domenica in mille davanti al sindaco Luigi Albore Mascia si misero a gridare «li cacciamo dalla città, li cacciamo dalla città» e ce l’avevano con degli assassini. Piangevano tutti un ragazzo e padre di famiglia ucciso a soli 24 anni da un rom; piangevano Domenico, figlio di quel Pasquale Rigante che proprio ieri il sindaco ha ricevuto a Palazzo di città. Nella sua stanza Albore Mascia ha speso parole di umano conforto e solidarietà, mentre i manifesti del suo partito dicono l’esatto opposto trasformando in criminali tutti i rom, compresi quelli che al centrodestra hanno dato un bell’aiuto alle elezioni del 2009.
Ronca, incredulo, ha fatto partire il tam tam dell’indignazione. «Senza alcun ritegno e nel modo più volgare il Pdl di Pescara si consegna totalmente alla sottocultura del razzismo e dell’intolleranza che ha prodotto i regimi più criminali del ventesimo secolo» scrive Ronca. In sintonia le altre reazioni, anche a destra. «E’ uno scandalo, una vergogna - dice il segretario cittadino del Pd, Stefano Casciano, seguito a ruota da Di Pietrantonio e Del vecchio -. Che gli abusivi debbano essere sfrattati dalle case popolari e i delinquenti debbano andare in galera è certo, ma indipendentemente dal colore della pelle, della lingua e della loro etnia». Casciano rivela d’aver saputo del manifesto degli orrori su facebook: la foto è stata pubblicata dal presidente della Provincia, Guerino Testa, e c’è comunque chi gli esprime consenso, prendendosela con i rom in quanto tali. «Sono indignato per il razzismo esplicito degli amministratori che ci rappresentano» seguita Casciano e come lui la pensa Riccardo Chiavaroli, consigliere regionale Pdl: «Trovo quella del manifesto un’iniziativa politicamente irresponsabile e voglio capire le ragioni del genio che l’ha pensata. Il messaggio che ne viene fuori è xenofobo e non appartiene alla tradizione liberale del Pdl. Tra l’altro questa iniziativa non è stata discussa negli organi del partito». Sostiene invece il contrario Federica Chiavaroli, coordinatrice comunale Pdl: «Sapevamo un po’ tutti di questo manifesto». Il coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri e il capogruppo consiliare Armando Foschi confermano: «Il messaggio era riferito ai rom che delinquono e occupano abusivamente gli alloggi, è chiaro che intendevamo dire quello». Invece no, leggendo si capisce tutt’altro. Sospiri, Chiavaroli e Foschi ammettono infine l’errore e promettono un’immediata correzione. «E’ stato uno scivolone, non dateci dei razzisti» dicono.

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