Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/04/2026
Visitatore n. 752.964



Data: 23/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il governatore Chiodi deve risalire la china ma potrebbe puntare sulle politiche. E nel Pdl si accende lo scontro sul sostegno a De Matteis

PESCARA - Brutta botta. Attesa, certo, attesissima: quelli del Pdl avevano preparato i materassi da mesi. Ma è stata brutta lo stesso. Gli abruzzesi hanno voltato le spalle alla politica, come era chiaro fin dalla campagna elettorale: manifestazioni deserte, inevitabile che anche i seggi risultassero poi deserti. E, quelli che non hanno voltato le spalle alla politica, le hanno voltate al centrodestra, che s’è salvato solo a San Salvo (il gioco di parole è voluto), ma grazie all’harakiri del Pd e del centrosinistra di quelle parti, macerato dai veleni.
I due capi del Pdl regionale, nel post-elezioni, si sono subito mostrati ben divisi alla meta: Di Stefano scarica sulle spalle dell’appoggio al Governo Monti l’origine di tutti i guai, Piccone dice che l’appoggio a Monti non c’entra un bel nulla. Idee chiare e condivise, come si può notare.
Sulla sponda del fiume resta Chiodi, ed ha un bel sostenere che le sorti della sua Regione sono distanti da quelle dei Comuni andati ora al voto: il volto del centrodestra in Abruzzo è lui, più di ogni altro, e una simile sconfitta non può certo lasciarlo indenne.
Il centrosinistra prepara la sfida alla sua poltrona di governatore, i nomi dei candidati già emergono, come si può leggere nell’articolo qui accanto, e lui deve prepararsi allo scontro. Ha un anno e mezzo per risalire la china, ammesso che alla fine di questo anno e mezzo sia ancora lui il candidato del centrodestra: non perchè al momento emergano alternative, la crisi del Pdl è anche una crisi di personalità vincenti, forse solo Gatti conquista punti, ma perchè potrebbe decidere lui stesso di salutare la compagnia salendo sul treno delle politiche, tra un anno o già in autunno, se la coalizione che sostiene Monti dovesse saltare.


E nel Pdl si accende lo scontro sul sostegno a De Matteis

L’AQUILA - Il Pdl non ci sta a fare da capro espiatorio. «In politica bisogna ammettere la sconfitta, accusare gli altri è un modo per esorcizzarla». Distribuisce pillole di saggezza il segretario provinciale del Pdl, Alfonso Magliocco, consapevole di essere alla vigilia di una nuova rivoluzione del partito di Berlusconi, che giungerà direttamente da Roma. Si guarda verso la Capitale per capire quale sarà la strada maestra.
Prima però il Pdl dovrà giocare in difesa contro gli strali della coalizione di De Matteis che rimprovera ai militanti pidiellini di non aver fatto votare il suo candidato. «Si son fatti gli accordi a Roma - replica prontamente Magliocco- E adesso si dà la colpa a noi. Abbiamo fatto quello che potevamo fare. Entrambi i sindaci hanno preso più voti rispetto al primo turno. Cialente 3.000 preferenze in più e De Matteis circa 1.300 in più. Riteniamo di aver fatto il nostro dovere». Più sereno, ma realista il coordinatore regionale Filippo Piccone: «Un po’ di personalismi si sono insinuati nella politica. In ogni caso la parte più importante del Pdl si era già schierata con De Matteis. Ora è necessario metabolizzare la sconfitta e capire come ripartire all’Aquila. Il resto si costruirà giorno per giorno. Si cercherà di capire anche come coinvolgere coloro che si sono defilati al primo turno».
Insomma tutto può succedere secondo Piccone, magari anche che possano tornare all’ovile coloro che hanno deciso di appoggiare De Matteis uscendo dal Pdl al primo turno? Ma non era stato proprio il segretario Alfano a dire che chi aveva fatto quella scelta sarebbe stato automaticamente fuori dal partito? «Io non commento le parole del mio segretario», ha tagliato corto Piccone che ha annunciato un incontro della segreteria regionale per la prossima settimana.
Sul piede di guerra invece Gianfranco Giuliante contro le accuse degli uomini di De Matteis: «Chi fa questo tipo di analisi deve essere meno dozzinale e grezzo. Non si può dire che c’è chi ha azzeccato tutto e chi ha sbagliato tutto. Inoltre quando si parla di Pdl bisogna capire a cosa si fa riferimento». Anche Giuliante ha ricordato che l’accordo politico pro De Matteis è stato fatto a Roma: «Il Pdl dell’Aquila non si è mai incontrato con De Matteis. Hanno attivato una serie di interlocuzioni che hanno escluso il Pdl dell’Aquila che tuttavia ha accettato la logica dell’alleanza».
Anche Giuliante sottolinea quei 1.300 voti in più che rappresenterebbero il valore aggiunto del Pdl che altri dicono non ci sarebbe stato. «Se ci vuole essere un’analisi seria del voto noi siamo a disposizione, non siamo d’accordo invece con coloro che hanno giocato una partita in solitaria sin dall’inizio e ora devono addossare su qualcuno la colpa. C’è stata strafottenza di non parlare con il livello locale e di fare accordi che hanno eluso il territorio. E questo è stato il risultato».
Anche l’Udc sembra avere una crisi di identità: ad Avezzano vince con il centrosinistra, all’Aquila perde con il centrodestra. «L’Udc ha sostenuto in entrambe le città due candidati civici -spiega Morena Pasqualone- Nella massima libertà il partito ha puntato sugli uomini e sui programmi sia ad Avezzano che all’Aquila. Strada facendo le due coalizioni sono state connotate dalla presenza di partiti che hanno spostato l’asse. Noi all’Aquila abbiamo creato la posa di una pietra miliare con De Matteis che continueremo a sostenere per tutta la consiliatura». Non ci sarebbe alcuna convergenza con i Cattolici democratici per L’Aquila: «Il futuro è tutto in divenire in attesa della creazione di un nuovo partito. Il 1. giugno è in programma una riunione nazionale. Si vedrà».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it