ROMA - Il flop elettorale aumenta le tensioni nel Pdl. Giorgia Meloni, ex An, dice «basta con i moderati», perché l’esito delle urne ha un solo significato: «Gli italiani sono arrabbiati». Non ne è convinto il segretario, Angelino Alfano, il quale vorrebbe costruire proprio «con i moderati una sola squadra per realizzare un’alternativa maggioritaria alle forze di centrosinistra». E annuncia che nei prossimi giorni «verrà resa pubblica una novità», ovvero «una nuova offerta politica». Ma è un annuncio che si ripete ormai da tempo ed appare come l’ennesimo rinvio. Quale sia il nuovo soggetto che Silvio Berlusconi intende mettere in campo è ancora sconosciuto (gira però un nome, «Siamo Italia»), sebbene si parli sempre più di federazione dei moderati, dopo il no pronunciato da Pier Ferdinando Casini. Gli incontri, con Beppe Pisanu, ma anche con Franco Frattini, Angelino Alfano, sarebbero finalizzati a modellare il nuovo soggetto moderato. Ma nell’eventualità che non si arrivi a un accordo con Pier Ferdinando Casini, Berlusconi in vari colloqui si è detto pronto ad aprire al Pd per una riforma elettorale con il doppio turno.
Il Cavaliere, che oggi sarà a Bruxelles al summit dei leader del Ppe, ha in mente anche altre mosse, come ha detto durante una cena ad Arcore lunedì alla quale ha partecipato anche Daniela Santanché. E’ tentato di andare a votare a ottobre: la vittoria dei grillini indurrebbe a un rapido cambio di marcia. E’ affascinato, se si può dire così, dalla loro corsa, dal modello che propongono. Ma fa anche una riflessione: i voti perduti del Pdl, secondo l’ex premier, non sono andati a nessuna altra formazione, hanno soltanto ingrossato il partito dell’astensione. Secondo alcune fonti, Berlusconi è sempre più tentato di lanciare la Santanché al vertice del partito, ben sapendo che il nome della pasionaria non è gradito a vasti settori. E’ stato fatto un sondaggio, a livello nazionale, dal quale emerge che la deputata è considerata tra le donne più carismatiche del partito. Ma questa tentazione di Berlusconi, nasconderebbe una mossa ben più calcolata: ovvero, mettendo in contrapposizione la Santanché ad Alfano, annullerebbe entrambe le candidature. Si faranno le primarie, Guido Crosetto è in campo per lanciarle. Ed il Cavaliere si porrebbe al centro per poter mettere in gioco la propria ripartenza per la guida del nuovo partito. Sciogliendo quel nodo, che se non c’è nessuno in campo, solo lui può risolvere la contesa.
Ieri sera un vertice a palazzo Grazioli, in programma da giorni, è saltato perché il Cavaliere vorrebbe avere tempo per riflettere sulla nuova squadra. Intanto, si discute nel partito su Filippo Berselli, ex An, coordinatore regionale dell’Emilia Pdl,che avrebbe sponsorizzato a Parma il voto per il grillino Pizzarotti. Spingendosi a trattare l’ingresso di due assessori Pdl nella nuova giunta.