MANCATO DRAGAGGIO L’assessore Giuliante: non ci sono soldi Sclocco (Pd): risposta sconcertante
PESCARA. Carlo Costantini avanza la propria candidatura a commissario per il porto di Pescara. Dopo giorni di silenzio, è questo l’unico spiraglio che si apre nella vicenda dragaggio. Costantini, capogruppo Idv in consiglio regionale, chiede sei mesi di tempo e la collaborazione di un vice commissario «dell’altra parte politica».
«Sono pronto a caricarmi il fardello delle più gravose responsabilità», afferma Carlo Costantini, avvocato con una lunga esperienza in diritto amministrativo, che si fa avanti dopo le dimissioni di Guerino Testa, consegnate una decina di giorni fa. Con una lettera al presidente del consiglio Monti, a Chiodi e al sindaco Mascia, Costantini si offre, «a titolo completamente gratuito», per il ruolo di commissario per il porto di Pescara.
«Chiederò un periodo di 6 mesi di tempo», spiega, «rinnovabile al massimo per una sola volta, e un vice commissario che collabori con me in rappresentanza dell’altra parte politica: Testa, Sospiri o chi altro, decideranno loro. I poteri che occorrono li valuteremo insieme, in poche ore, se la proposta sarà giudicata positivamente. E i soldi li faremo tirare fuori a chi è obbligato a farlo, e finge di non capirlo, e mi riferisco anche a chi ha realizzato opere senza aver progettato l’impatto delle stesse sulla tenuta del porto. So di essermi assunto un’enorme responsabilità», continua Costantini, «ma sono pescarese e non posso vedere morire la mia città, dopo che per anni l’hanno rapinata».
Ieri, Costantini ha presentato, insieme a Lorenzo Sospiri del Pdl e ad altri consiglieri regionali pescaresi, un disegno di legge per assicurare un minimo sollievo anche ai commercianti al dettaglio di prodotti ittici freschi. Il provvedimento è rivolto a coloro che si approvvigionavano per almeno il 60 per cento dal pescato della marineria pescarese, con esclusione della grande distribuzione. A parte, Costantini ha presentato anche un’analoga iniziativa legislativa a favore delle agenzie marittime.
«La tragedia del porto sta letteralmente massacrando l’economia pescarese», aggiunge il consigliere, «avremo modo di parlare del fiume di denaro che ci avrebbe consentito di acquistare dozzine di draghe invece che noleggiarle di continuo a peso d’oro, e anche di affidamenti senza gara con procedure di urgenza che si sono perpetuati per decenni, ma ora è il momento, anche per me, dell’assunzione delle responsabilità».
Responsabilità che assumono un peso ancora maggiore alla luce dei documenti presentati ieri dagli assessori regionali Angelo Di Paolo e Gianfranco Giuliante in risposta all’interrogazione del consigliere Pd Marinella Sclocco sulla sicurezza del fiume Pescara. Sul pericolo esondazione, gli assessori rispondono che per mettere in sicurezza il corso fluviale, secondo il Piano stralcio difesa delle alluvioni, occorrono troppi soldi che la Regione non ha. «Una risposta sconcertante», commenta Sclocco.
«L’attuale situazione di rischio idraulico», si legge nel documento, «può essere efficacemente contrastata e mitigata solo con estesi interventi strutturali di sistemazione fluviale e importanti opere di regimazione idraulica, molto impegnativi e già previsti nel vigente piano, quali vasche di laminazione, arginature, difese spondiali, ma non ancora realizzate a causa dell’elevatissimo impegno finanziario che le stesse richiedono, e attualmente non sostenibile dalla Regione». Servirebbero opere per un costo complessivo di 73 milioni di euro «per la protezione della città di Pescara».
Gli assessori sottolineano come «da diversi anni, le ordinarie e indispensabili operazioni di dragaggio e bonifica dell’area portuale del fiume Pescara non vengono più effettuate», e questo ha ridotto la capacità di deflusso. E concludono con l’importanza di attivare un sistema di allarme per la difesa della popolazione. «La loro risposta è stata chiarissima», conclude Sclocco, «sono tutti colpevoli di preoccupante superficialità nella gestione del dragaggio, della sicurezza degli argini e del futuro di una delle più importanti infrastruttura dell’intera regione: il porto di Pescara».