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Data: 23/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Ristrutturazioni, detraibile il 50% Invariate le aliquote Imu dopo l’incontro Comuni-Monti

Raddoppiato l’importo massimo che ora arriverà a 96mila euro

ROMA. Maggiori sgravi per i lavori di ristrutturazione e raddoppio della soglia massima di spese detraibili: sono le principali novità della bozza di decreto del ministero delle Infrastrutture mentre le aliquote Imu non hanno subìto alcuna modifica dopo l’incontro del premier con i Comuni.
Un incontro che, sostanzialmente, conferma lo 0,4% sulla prima casa con le detrazioni e 0,76% sulle seconde case. Le norme per il 55%, in base alla bozza di decreto saranno rinnovate e rese permanenti, mentre per il 36% il ministero prevede un potenziamento, con innalzamento dell’aliquota (al 50%) e il raddoppio del tetto di spesa da 48mila a 96mila euro. Il ministero porta, a supporto della propria posizione, una stima degli investimenti aggiuntivi attivabili pari a 350 milioni di euro: è il 30% della spesa aggiuntiva valutata dalla relazione al decreto SalvaItalia in 1.150 milioni per il periodo 1998-2006.
Nella relazione il ministero spiega che la proposta è volta a «favorire interventi di ristrutturazione edilizia con lo scopo di incentivare la ripresa del mercato delle costruzioni che da sempre rappresenta uno dei comparti più importanti per la crescita del Pil nazionale».
Dalla relazione tecnica si evince che nel 2013 la crescita degli investimenti comporterebbe un incremento di gettito di 47,3 miliardi, mentre il costo per lo Stato partirebbe dal 2014 con 82,4 milioni per salire a 580 nel 2015, 894 nel 2016 e 1.209 nel 2017.
La proposta di messa a regime del 55% poggia su un largo consenso parlamentare, espresso in più occasioni dai partiti che compongono la maggioranza e anche dalle opposizioni, mentre anche il Def (Documento economico-finanziario) del governo, su proposta del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, proponeva la riconferma dello strumento. Gli effetti delle due norme sulla finanza pubblica nei primi due anni sarebbero quindi contenuti o addirittura positivi.
Il pacchetto presenta anche misure in favore sia dei cittadini sia dei costruttori. La bozza di decreto prevede l’esenzione Imu di due anni per le prime case di «valore dichiarato nell’atto di trasferimento» inferiore a 200mila euro e la detrazione delle imposte di registro per compravendite di abitazioni di valore fino a 200mila euro. Un’altra proposta è quella che prevede la detrazione totale degli interessi passivi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale e l’esenzione Imu sugli immobili rimasti invenduti dai costruttori fino a tre anni.
C’è anche infine il ripristino dell’Iva sulle cessioni e sulle locazioni delle nuove costruzioni (una norma chiesta dall’Ance per evitare di lasciare accollata agli imprenditori edili l’Iva dopo cinque anni di «invenduto»).
L’Anci ha «registrato una disponibilità vera del presidente del consiglio. Sull’Imu vogliamo che cambi radicalmente: ci pare che il governo stia comprendendo che la trasformazione in imposta comunale è l’unica strada possibile», dice il presidente Graziano Delrio. Il vertice con Monti, per il sindaco di Bologna, Virginio Merola, rappresenta «un incontro interlocutorio con primi passi positivi». Più fredda la valutazione del sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, il quale si è detto «non soddisfatto» pur riconoscendo che il governo Monti mostra «un alto livello di responsabilità, qualità, serietà»

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