PESCARA. «L'appalto della filovia va bloccato fino a quando durerà l'emergenza Montesilvano». A chiedere la sospensione dell'opera da realizzare sulla Strada parco è il presidente della Regione Ottaviano Del Turco. L'inchiesta che ha portato in carcere l'ex sindaco Enzo Cantagallo e decapitato l'amministrazione montesilvanese, secondo il governatore, deve imporre uno stop alla procedura.
Presidente, il fronte del no ritiene che la Regione possa bloccare la filovia.
«Non ho cambiato idea né posizione. Sono stato e rimarrò sempre contrario al filobus, ma tutte le autorizzazioni sono state rilasciate dai Comuni di Pescara e Montesilvano. Sono loro che devono intervenire».
L'amministrazione di Montesilvano però non esiste, c'è il commissario. Che si fa?
«Considerata l'emergenza a Montesilvano bisogna bloccare l'operazione. Il commissario è una figura istituzionale che si può esprimere solo su questioni ordinarie. Quando si ricostituirà la pienezza dei poteri del Comune, i nuovi amministratori si pronunceranno sul progetto del filobus».
E a quel punto lei cosa dirà al nuovo sindaco?
«Se il sindaco e l'amministrazione scelti dai cittadini mi chiederanno un'opinione, dirò quello che ho sempre affermato senza ripensamenti. Quel progetto per me è un delitto, è un'operaccia».
L'appalto però va avanti. La Gtm, società di trasporto pubblico che ne è titolare, dipende dalla Regione. Ma davvero non potete far nulla?
«Non spetta alla Regione registrare la legittimità dell'appalto. Solo i Comuni hanno il potere di bloccare la procedura. Di fronte al loro pronunciamento non ci sarebbero strumenti per far proseguire l'appalto».
Secondo l'associazione Strada parco, che ha sollecitato il suo intervento, ci sarebbero violazioni nella procedura.
«Sulle questioni penali deve intervenire la procura. Se ci sono sospetti o indizi di illegalità, un'associazione così attenta, composta da cittadini vigili e attivi, ha il dovere di segnalarli alla magistratura. I giudici accerteranno se ci sono irregolarità di carattere penale e prenderanno i provvedimenti necessari».
Aspetti, l'associazione parla di un vizio tecnico. Non vengono adombrate illegalità. La Regione, in qualità di ente che controlla la società titolare dell'appalto, non può intervenire neppure sulle questioni tecniche?
«In questo caso la valutazione spetterà all'Avvocatura regionale. Dipende da quale giudizio darà sulla procedura e sulla questione che è stata segnalata dall'associazione contraria alla filovia».
I fondi pubblici stanziati sono per una linea del tutto elettrificata. Secondo il fronte del no alla filovia il progetto proposto, però, prevede un tratto di quasi quattro chilometri in cui il bus viaggerà a diesel o metano.
«Sentirò il parere della nostra Avvocatura. Se emergerà un'irregolarità che ci permetterà d'intervenire sull'appalto non ci tireremo indietro. Sarà l'Avvocatura a dirci se la questione sollevata dall'associzione è fondata e può portare a conseguenze adottabili dalla Regione».
Vuol dire che bloccherà l'appalto, se potrà?
«Per la parte che mi riguarda lo farò. Ma tutto dipende dalla valutazione sulla procedura che è stata avviata».
LA SCHEDA - Vagoni di 18 metri
PESCARA. E' lungo quasi nove chilometri. La filovia si snoderà lungo la Strada parco, tra Pescara e Montesilvano, e costituirà uno dei tasselli dell'idea originaria che prevedeva estensioni verso Silvi e Francavilla. La Balfour Beatty Italia coprirà la tratta con vagoni di 18 metri che avranno una capienza massima oscillante tra i 145 e 155 passeggeri. La ditta con sede a Londra è titolare di sette brevetti per realizzare veicoli innovativi. I vagoni sono rivestiti in materiale leggero ma molto resistente, hanno climatizzazione per i passeggeri e per il conducente, e prevedono tre diverse modalità di guida: automatica, semiautomatica o manuale.