Paura tra i lavoratori, ora il presidio raddoppia
A finire in mani asiatiche è dunque l'intero pacchetto azionario di Sixty. Ieri l'Azienda che ha il suo storico stabilimento nella zona industriale dello Scalo ha deciso di non diffondere alcuna notizia ufficiale sull'operazione finanziario. Il dato, dunque, arriva dal Comune, dopo che il sindaco Umberto Di Primio ha contattato il capo del personale Domenico Gentile dal quale si è così appreso che Crescent Hydepark, società di investimento panasiatica con sedi a Singapore e Shangai, ha comprato tutto. Appena lo scorso aprile era stata raggiunta un'intesa per la collocazione di 171 lavoratori in cassa integrazione straordinaria: «Un accordo importante che pone le basi per il rilancio del nostro Gruppo in linea con gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti approvando il nuovo piano industriale 2012-2015» - aveva detto l'amministratore delegato Piero Bongiovanni.
La notizia della cessione azionaria ha generato allarme fra i lavoratori che a questo punto temono una delocalizzazione totale della produzione. Rabbiosa la reazione della Cgil: «Fummo presi per pazzi quando dicemmo che questi stavano vendendo tutto - tuona Giuseppe Rucci della Cgil - ma sono andati anche oltre. Sixty inoltre compie un'operazione antistorica: va via dall'Italia quando tante imprese, vedi l'accordo per la Golden Lady, stanno rientrando in Italia, per giunta un mese dopo aver firmato un accordo. Quest'operazione è un colpo al territorio ma anche un'offesa all'inventiva del suo fondatore. E' chiaro che a questo punto raddoppieremo il presidio, la lotta si farà pesante e ci aspettiamo una convocazione da parte di tutti coloro che hanno sottoscritto l'accordo».
Per Antonio Cardo, segretario provinciale della Uil «certi gridi di dolore sono fuori luogo. Prendiamo atto di questa realtà - dice - che non è necessariamente negativa. Ciò che è accaduto fa parte della globalizzazione dell'economia. A questo punto dobbiamo trattare con il nuovo asset e affrontare questioni come gli investimenti e i livelli occupazionali. Ormai l'Italia è territorio di conquista delle multinazionali: i francesi non hanno forse comprato l'abruzzese Brioni?».
«In questa delicata fase è chiaro che l'impegno dell'amministrazione comunale continuerà nella direzione intrapresa fin dall'esordio di questa delicata Vertenza, monitorando con la dovuta attenzione gli sviluppi che coinvolgeranno il sito aziendale di Chieti - ha detto il sindaco Di Primio. In tale ottica avremo nuovi incontri con i dirigenti del Gruppo, soprattutto valutando le reali intenzioni e le proposte che scaturiranno nell'immediato futuro, confrontandole con le rappresentanze sindacali ed i lavoratori al fine di ottenere garanzie per il mantenimento dei livelli occupazionali. Aspettiamo, inoltre - ha concluso il primo cittadino - di conoscere il giudizio che le organizzazioni sindacali daranno sulla nuova situazione venutasi a creare, assicurando loro tramite ai lavoratori la massima vicinanza e attenzione affinch gli accordi raggiunti grazie anche al contributo della Regione possano essere rispettati dalla nuova proprietà».