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Data: 24/05/2012
Testata giornalistica: La Nazione
«Trasporti, corse e lavoro a rischio» Sindacati in allarme: se il Comune non paga il servizio, altri tagli dalla Regione

ABBASSA il colesterolo e fa bene alla salute andare dal Bagnoro a Saione a piedi, ma una soluzione del genere, c'è da crederlo, non sarà accolta con favore dai cittadini costretti a compiere lo stesso percorso quattro volte al giorno per motivi di lavoro. Eppure, è un rischio sbandierato con forza dai sindacati, questa volta tutti uniti per contrastare un disegno regionale che, sostengono, mette in pericolo il sistema dei trasporti locali, soprattutto quello aretino. Tutto nasce dall'intesa sull'accordo pluriennale che fa da contraltare alla gara per l'assegnazione delle linee, gara che si svolgerà a breve e che comunque detterà i programmi dei servizi, a cui dovrà attenersi l'azienda vincitrice. Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl su un punto sono d'accordo: le risorse messe a disposizione dalla Regione impongono forti tagli alle percorrenze, sia quelle urbane che extraurbane. Nel 2012, nel territorio aretino saranno effettuati 6.500.000 km per il servizio extraurbano, un milione in meno rispetto all'esercizio precedente. Con il nuovo accordo, dal 2013 le cose andranno molto peggio, le percorrenze saranno ridotte del 41% e copriranno soltanto 3.868.000 km, per gli utenti e i cittadini si intravede pertanto un futuro privo di certezze ogniqualvolta avranno l'esigenza di effettuare uno spostamento. ANCORA PEGGIO per i servizi urbani, che passeranno dagli attuali 2.150.000 km a poco meno di 2 milioni, una quantità di chilometri da consumare all'interno dello spazio comunale. Ma questo risultato, già poco soddisfacente per la verità, è appeso ad un filo: alla possibilità, che gli stessi sindacati definiscono poco attendibile, che il comune si frughi in tasca e deliberi stanziamenti milionari per far funzionare il piano del traffico locale. La cifra richiesta è di 1.600.000 euro, una somma «impossibile visto che le recenti delibere esprimono la volontà di coprire soltanto il 35% del conferimento» richiesto. Ovvero, 600.000 euro. Fra la prima somma, quella stimata per garantire i collegamenti interni alla città e quella «stanziata» dall'amministrazione, c'è di mezzo il mare, cioè la possibilità di mettere a disposizione degli aretini un livello di servizi adeguato alle esigenze collettive. Utenti penalizzati e dipendenti sulla graticola, per i sindacati devono stringere un «patto di ferro» allo scopo di evitare i rischi, che potrebbero coinvolgere entrambe le parti in causa. Non vale niente la promessa regionale di introdurre nell'accordo e nel bando di gara la «clausola sociale» con la quale si intende garantire il mantenimento di tutti i posti di lavoro attualmente utilizzati. L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha fatto rilevare, affermano i rappresentanti sindacali, che è illegittima una simile garanzia, destinata ad essere disattesa in qualsiasi momento. Infine, una tirata di orecchi anche i 39 comuni dell'Aretino, che sembrano essere «disinteressati e tranquilli», pronti ad accettare, in cambio, risorse da destinare ad altre attività sociali.

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