Iscriviti OnLine
 

Pescara, 03/04/2026
Visitatore n. 752.820



Data: 24/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Processo Ciclone. Michele Russo parla dei cinquemila euro versati e non contabilizzati «Presi soldi da Chiulli per Masci» (Guarda il video)

E l’ex moglie di Cantagallo spiega l’acquisto di un pianoforte da 46mila euro

Doveva esserci anche il procuratore Pietro Mennini in aula, ieri, per il processo «Ciclone» che vede imputati, insieme all'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, altre 31 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, abuso, falso e concussione. La sua testimonianza, rimandata, è stata chiesta dall'avvocato Giuliano Milia, difensore di Cantagallo, in quanto fu proprio Mennini a rilevare i difetti di registrazione delle intercettazioni riguardanti l'inchiesta. Ma a tenere banco nell'udienza di ieri è stata la deposizione di Michele Russo, presidente della Gtm e titolare dell'agenzia Mirus che ha affermato di aver ricevuto da Bruno Chiulli, titolare della Green Service e tra gli accusatori di Cantagallo tre assegni per un totale di 7 mila 500 euro. «Una parte era il saldo di alcuni lavori fatti dalla mia agenzia per lui, altri 5 mila euro mi chiese di darli a Masci per la sua campagna elettorale». Siamo nel 2006. Questi assegni però, che Russo dice di aver fatto cambiare in banca da una sua impiegata, non risultano né nel registro contabile dell'azienda, né in quello della campagna elettorale. Secondo Russo ciò dipenderebbe dal fatto che essendo una somma inferiore ai 5 mila euro nella registrazione non sarebbe richiesta la specifica di chi ha fatto la donazione e dunque non risulterebbe per questo il nome di Chiulli. Soldi in nero per l'accusa convinta che questa somma non sia mai arrivata a Masci come dichiarato dallo stesso agli organi di stampa. Linda Piovano,musicista ed ex moglie di Cantagallo è stata invece chiamata a testimoniare in merito alla vendita di un pianoforte del marito per acquistare uno Steinway da 46 mila euro: «Ne possedeva due. Uno lo vendette a Chiulli per dieci mila euro e l'altro lo diede in permuta. Il resto dei soldi ce li diedero i genitori di Enzo sempre molto generosi». Smentita dall'architetto Elvira Visciola la tesi dell'ispettore capo della Squadra mobile Franco Nonni secondo cui il costruttore Enio Chiavaroli, anche lui imputato, era riuscito ad ottenere gli incentivi volumetrici grazie all'intervento dell'allora assessore ai lavori pubblici Attilio Vallescura, nonostante fossero scaduti i tempi (gli incentivi si riferivano al Prg del 2004). «Fu un errore del geometra che non considerò l'accordo programmatico che ne permetteva l'utilizzo». È stata poi la volta dell'imprenditore Renato Ruggero seguito da Edenio Girosante, ex assessore nella giunta Cantagallo, che è tornato sulla vicenda della nomina della moglie di Zupo a capo della Polizia Municipale: «Fu il sindaco a dirci che gli fu imposto dal Capo della Mobile».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it