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Pescara, 03/04/2026
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24/05/2012
Il Messaggero
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Sanità, scintille Ballarò-Chiodi. Liste d’attesa lunghissime, il governatore risponde su Facebook
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Da una parte i numeri sui ritardi delle liste di attesa, dall’altra una replica politica. Si torna a parlare di sanità e come al solito si rialza immediatamente la tensione intorno alla torta più ricca del bilancio della Regione Abruzzo. Una sanità dove a fronte del pareggio di bilancio che ha sbloccato il turnover si attendono notizie dal ministero dove da mesi è arenato il piano regionale operativo e dove ci sono anche gli atti aziendali delle quattro Asl abruzzesi. Il punto di partenza è il servizio andato in onda martedì sera su Ballarò. Numeri scomodi: 6 mesi per una mammografia a Teramo, 20 mesi quasi per una visita senologica a Chieti, presidio che fa registrare il limite di 8 mesi per un ecodoppler. Trentasette ospedali sono troppi anche per l’inviato di Raitre in una regione che conta 1,2 milione di abitanti, come sono troppi i 7 anni per completare i lavori dell’altra ala dell’ospedale di Chieti, costati finora 26 milioni di euro. Pesante anche il ticket aggiuntivo di 10 euro che gli abruzzesi devono pagare per ripianare 1,4 miliardi di euro di debito sanitario. Infine, i 67 milioni di euro di mobilità passiva che vanno a fotografare l’esodo dei pazienti abruzzesi in Asl delle regioni limitrofe. Dalle pagine di Facebook la risposta, e anche piccata, del presidente Chiodi, non si fa attendere un minuto di più. «Cui prodest», risponde subito ad una sua amica che gli postava un commento su di un’ipotetica volontà, attraverso una campagna diffamatoria, di distruggere la Asl di Teramo e quella abruzzese. «Prima hanno provato con Asl di Pescara – prosegue - con la campagna di stampa contro D'Amario, ora ci provano con la Asl di Teramo. Chi se ne giova? E non si pensi solo alla politica ma agli affari, e ci si avvicinerà alla verità» prosegue ancora il governatore che rilancia: «Si tratta di denigrare la sanità pubblica comunque: ma chi ha comandato in Abruzzo da sempre e fino al 2008?». Il discorso poi finisce sul presidio di Sant’Omero che, sempre secondo Chiodi, avrebbe dato fastidio a qualcuno. «A chi?» si chiede. Un presidio, quello vibratiano, che nei commenti intercorsi tra il governatore e gli amici d Fb ne uscirebbe come «rinato», «tanto da dover perfino ampliare i parcheggi». «Rinato» anche alla luce dell’arrivo del parto indolore che ha riportato le mamme dell’ex Eden Valley a far nascere i propri figli in terra d’Abruzzo e non più nelle Marche, in quelle cliniche private di San Benedetto che fino a ieri hanno intercettato l’esodo della vallata teramana. Il piccolo ospedale di Sant’Omero quindi «darebbe fastidio a interessi economici confinanti».
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