Restano da spendere 5 miliardi e mezzo degli oltre 10 stanziati
Il sindaco Massimo Cialente ieri è tornato a Roma con la forza del suo 60% di consensi per chiedere al ministro alla Coesione territoriale, Fabrizio Barca, l’applicazione del piano Marshall e il via libera per l’assunzione di 40 uomini per evadere i progetti per la ricostruzione arrivati al Comune. Punti sui quali il ministro si è mostrato possibilista. L’incontro, al quale hanno partecipato anche Stefania Pezzopane e Pietro Di Stefano, si è concluso a tarda sera. «Se mi danno queste unità aggiuntive - aveva detto prima di partire alla volta della capitale Cialente - garantisco che subito dopo l’estate aprirò i cantieri; devono togliere il commissario e lasciarmi fare. Se non ce la faccio, mi dimetto. L’impiego di 40 unità aggiuntive ci costerà decisamente meno rispetto ai 12 milioni che oggi ci costa la filiera». Secondo il sindaco le domande riguardano 2 mila aggregati del centro storico per un totale di 17 mila unità immobiliari. «Cialente vorrebbe dimostrare che con l’imminente ritorno delle competenze agli enti locali, la ricostruzione partirà a razzo - replica il commissario Gianni Chiodi -. Vorrei ricordare a Cialente che tutto ciò accadrà ugualmente, prescindendo dal fatto che il governo riconsegni o meno i poteri commissariali: il lavoro oscuro di programmazione e di progettazione portato avanti in questi ultimi mesi è in fase di ultimazione. Entro le prossime settimane sia la ricostruzione degli edifici E fuori centro storico, per circa 9.000 cantieri, sia quella dei progetti in procedura accelerata nei centri storici, che per il solo capoluogo si stima in circa 2.000 proposte, saranno definitivamente avviati. Il sindaco Cialente, oggi e non domani, deve avviare i cantieri. Lo deve sia a chi gli ha ridato fiducia nelle recenti elezioni amministrative sia a chi avrebbe voluto cambiare».
Sempre ieri il sindaco ha spiegato che la relazione sul piano di ricostruzione elaborata dagli esperti incaricati dal ministro Barca sarà diffusa oggi dal governo stesso. «È una relazione molto positiva - ha detto - e rende giustizia al Comune dell’Aquila». Prima di incontrare il sindaco il ministro Barca è stato ascoltato in commissione Bilancio al Senato per un aggiornamento sui fondi destinati alla ricostruzione del cratere. «Entro l’estate si dovrebbe passare al’Aquila dalla gestione di emergenza a quella ordinaria» ha ribadito Barca ricordando che la scadenza è indicata nell’ordinanza di commissariamento». Barca ha detto che restano da utilizzare 5,4 miliardi di euro degli oltre 10,5 miliardi stanziati. Quattro miliardi dei 5,4 rimasti saranno destinati alla ricostruzione degli edifici privati.
«È stata del tutto insufficiente e generica l’audizione di oggi del ministro Barca che dovrà per questo essere riascoltato una seconda volta - è questo il giudizio espresso dal senatore dell’Idv, Alfonso Mascitelli, capogruppo in commissione Bilancio, in seguito all’audizione - il ministro si è limitato a una breve relazione a commento di cinque paginette. È stato del tutto generico sulle modalità con cui verrà definita la fine del commissariamento. Mi aspettavo che ci chiarisse i criteri degli aiuti economici con il regime de minimis».