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Pescara, 03/04/2026
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Data: 24/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ricostruzione «Via il commissario o mi dimetto» È la minaccia fatta dal sindaco Cialente in commissione Bilancio al Senato. Audizione di Barca. Chiesti anche 40 lavoratori per esaminare le pratiche. La replica di Chiodi

È la minaccia fatta dal sindaco, Massimo Cialente, ieri mattina in Commissione Bilancio al Senato che ha ascoltato il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca sui fondi per la ricostruzione. Il primo cittadino, rieletto solo da pochi giorni, ha dichiarato di aver bisogno di quaranta unità lavorative per poter avviare il processo di ricostruzione nei cantieri dopo l’estate: «Se mi danno 40 uomini per esaminare ed evadere le domande arrivate al Comune io garantisco che subito dopo l’estate aprirò i cantieri; mi devono levare il commissario e lasciarmi fare. Se non ce la faccio, mi dimetto. L’impiego di 40 unità aggiuntive ci costerà decisamente meno rispetto ai 12 milioni che oggi ci costa la filiera». Il ministro Barca, incaricato dal premier Monti di seguire da vicino le vicende legate alla ricostruzione, ha dichiarato che sempre entro l’estate si dovrebbe passare dalla gestione di emergenza a quella ordinaria. Nel corso del suo intervento, Barca ha detto che restano da utilizzare 5,4 miliardi di euro degli oltre 10, 5 miliardi complessivamente stanziati. «Quattro miliardi dei 5,4 rimasti saranno destinati - ha precisato il ministro - alla ricostruzione degli edifici privati». Il ministro ha poi detto che «tutti i 57 comuni del cratere sismico non hanno presentato il prospetto del fabbisogno abitativo, questo a causa del fatto che quasi nessuno ha presentato i piani di ricostruzione. Sono solo in pochi ad averlo fatto: con 8 comuni è stata raggiunta un’intesa, altri 22 lo hanno presentato». Commentando poi il fatto che sono pochi i comuni che hanno presentato i piani di ricostruzione e i prospetti del fabbisogno abitativo, Cialente ha aggiunto: «La frazione di Onna è stata la primo a presentare un piano, L’Aquila il secondo anche con la priorità degli interventi; ne abbiamo individuati otto di grande entità; aspettiamo una risposta che all’epoca della mia seconda candidatura non arrivò per motivi elettoralistici. Quello che chiedo ora è che mi diano quei 40 tecnici per poter fare partire i cantieri». Alla relazione del ministro sono seguite numerose domande ma complessivamente l’informativa del ministro è stata giudicata «insufficiente rispetto agli obblighi che il governo ha verso il Parlamento». Il presidente della Commissione, Antonio Azzollini, ha deciso perciò di aggiornare la seduta (la data deve essere ancora stabilita) in modo da permettere al ministro di fornire una risposta organica ai vari quesiti. «Il sindaco Cialente, oggi e non domani o tra qualche giorno, deve avviare i cantieri. Lo deve sia a chi gli ha ridato fiducia nelle recenti elezioni amministrative sia a chi avrebbe voluto cambiare. Ma lo deve soprattutto in quanto non vi è alcun ostacolo e perché lo prevedono le norme di questo Paese» ha replicato il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi. «Dopo la riconferma a sindaco della città dell’Aquila, mi sembra che stia, tanto sapientemente quanto inutilmente, intavolando una strategia precisa. Cialente vorrebbe dimostrare che con l’imminente ritorno delle competenze agli enti locali, Regione e comuni in primis, la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma partirà a razzo»

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