Effetto domino del piano di dismissione regionale dell'azienda L'Ast, azienda siciliana trasporti, ad Acireale ha previsto la dismissione del servizio. Il progetto che prevede tagli al trasporto pubblico in tutta l'isola, con a rischio i 180 dipendenti dell'Ast, colpirebbe al cuore la città barocca, eliminando le 19 corse giornaliere della tratta Acireale- Acicastello e Catania. Nel nuovo piano d'impresa, ad essere "tagliati" saranno oltre 4mila e 800 chilometri. La dismissione dei servizi urbani oltre che ad Acireale, riguarda i comuni di Augusta, Caltagirone, Chiaramonte Gulfi, Gela, Lentini, Carlentini, Ragusa, Gela Salemi e Siracusa. «Per quanto riguarda i servizi pubblici che non sono di gestione diretta comunale, è scontato che quando la coperta "diviene corta" è necessario in contropartita - interviene il sindaco di Acireale Nino Garozzo - che ad ogni taglio si arrivi all'adeguamento del contratto ed è impensabile che i Comuni possano onorare la parte economica mancante». La soluzione passa quindi dalla rimodulazione dei servizi. Non ci sono altre scelte. Adeguamento delle corse che verranno irrimediabilmente tagliate. E ovviamente si cercherà di rimodulare la tabella quotidiana degli orari, cercando almeno di non lasciare scoperti gli orari di punta scongiurando disservizi per studenti e lavoratori. Ma anche rispettando tali parametri, la condizione trasporto pubblico ad Acireale resta problematica. «Non credo si possa tollerare inermi il taglio progressivo dei fondi destinati al trasporto o ad altro - continua Garozzo - ho la sensazione che abbiamo già raggiunto il termine ultimo e siamo già stati trascinati nel baratro e una costruzione di servizi affidabili efficienti». Per il primo cittadino la soluzione passa per l'intermodalità; ma è anche vero che la soluzione additata, l'utilizzo del treno che spesso copre la stessa tratta coperta dall'Ast, risulta scomoda per gli acesi considerato che la stazione ferroviaria è parecchio distante dal centro cittadino. «In gioco, in realtà, ci sono parecchi fattori e anche per il trasporto pubblico non è un momento facile», conclude Garozzo.