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Data: 24/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Politica e malaffari - Lusi attacca: querelati Renzi e Rutelli. L’ex tesoriere Margherita ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni «Parole vergognose su di me. Pagavo perché mi dicevano di pagare»

Quando pagava come Margherita spese elettorali non venivano aggirati i tetti di spesa? «Io pagavo perché mi dicevano di pagare, non conoscevo il perché». È una delle tante risposte che, secondo fonti parlamentari, Luigi Lusi ha fornito ieri sera durante la sua audizione alla Giunta per le immunità di palazzo Madama. Il senatore avrebbe inoltre confermato le dichiarazioni fatte durante la prima audizione, ribadendo di aver dato soldi anche al vicesegretario del Pd Enrico Letta. Lusi ha inoltre querelato Matteo Renzi e il leader dell’Api Francesco Rutelli per le «ingiurie» rivoltegli attraverso i mass media. «Fantastico, così faremo chiarezza», lo sfida il sindaco di Firenze che già altre volte, documenti alla mano, aveva rifiutato ogni suo coinvolgimento nelle vicende legate all’ex tesoriere della Margherita accusato dalla magistratura di associazione per delinquere e concorso in appropriazione indebita dei rimborsi elettorali del partito. Il nuovo appuntamento davanti al «tribunale» dei senatori, fissato per le 16.30 di ieri, era durato inizialmente solo 40 minuti causa lavori d’Aula con votazioni sulla riforma del lavoro. Poi la seduta è stata aggiornata alla sera, è iniziata alle 21 ed è terminata solo a tarda notte. Il pomeriggio è dunque servito solo al parlamentare inquisito per ascoltare alcune delle domande proposte dai commissari senza avere ancora l’opportunità di rispondere. La decisione se autorizzare o meno l’arresto in ogni caso non ci sarà - come ha spiegato il presidente della giunta Marco Follini (Pd) - prima della prossima settimana. In attesa delle dichiarazioni di Lusi, un piccolo «giallo» è nato sulla decisione (assunta martedì) di inviare i documenti della seduta alla Procura di Roma che ne ha fatto richiesta. Della seduta del 16 maggio - quella in cui Lusi ha iniziato a fare nomi e cifre - non c’è infatti resoconto stenografico nè registrazione, ma solo un resoconto sommario che lo stesso Lusi, come egli stesso ha riferito ai giornalisti nella buvette di palazzo Madama, ha provveduto a correggere. Il regolamento del Senato prevede infatti che i suoi componenti possano rileggere il testo dei loro interventi, anche se solo per modifiche migliorative e comunque non per stravolgere il senso di quanto affermato in aula o in commissione. Per la seduta di ieri è stata predisposta la registrazione per consentire la redazione di un resoconto stenografico, vale a dire letterale. Il caso Lusi, intanto, alimenta un nuovo «filone» politico. Tutto toscano. Un’interrogazione parlamentare del Pdl (primo firmatario il senatore fiorentino Achille Totaro) chiede infatti che «si verifichi se i finanziamenti del 2009 del tesoriere Lusi ricevuti dalla Web&Press siano stati utilizzati per le campagne elettorali, primarie e candidatura a sindaco di Matteo Renzi oppure per le iniziative politiche della Margherita». Interrogazione che ha scatenato la reazione dello staff di Renzi: «Il senatore Totaro - ha sottolineato in serata Luca Lotti, capo gabinetto del sindaco - persevera negli errori, malgrado Renzi abbia già fornito più volte spiegazioni sulle spese della sua campagna elettorale e abbia anche pubblicamente dichiarato, caso unico in Italia, i nomi dei suoi finanziatori».

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