Il sindaco: con 40 uomini risolvo tutto Il commissario: già oggi si possono aprire i cantieri
L’AQUILA. Il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca subito dopo le amministrative si rimette in moto e convoca Chiodi e Cialente. Ma i due, come vecchie zitelle, continuano a litigare sulla ricostruzione.
La giornata di ieri è stata un rincorrersi di dichiarazione ma alla fine di novità sulla ricostruzione poco o nulla.
Ha cominciato sul presto il ministro Fabrizio Barca che ha detto: «Entro l’estate si dovrebbe passare all’Aquila dalla gestione di emergenza a quella ordinaria». Cosa risaputa da febbraio. Il ministro ha parlato davanti alla Commissione Bilancio al Senato per un aggiornamento sui fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila. Barca ha detto «che restano da utilizzare 5,4 miliardi di euro degli oltre 10, 5 miliardi complessivamente stanziati. Quattro miliardi dei 5,4 rimasti saranno destinati alla ricostruzione degli edifici privati». Il ministro ha poi sottolineato «che tutti i 57 comuni del cratere sismico non hanno presentato il prospetto del fabbisogno abitativo, questo a causa del fatto che quasi nessuno ha presentato i piani di ricostruzione. Sono solo in pochi ad averlo fatto: con 8 comuni é stata raggiunta un’intesa, altri 22 lo hanno presentato». Tutto già risaputo. Tanto che il senatore dell’Idv Alfonso Mascitelli si è detto «deluso dell’audizione del ministro Barca».
Poi è partito Cialente che novello superman si è sbilanciato: «Se mi danno 40 uomini per esaminare ed evadere le domande arrivate al Comune io garantisco che subito dopo l’estate aprirò i cantieri; mi devono levare il commissario e lasciarmi fare. Se non ce la faccio, mi dimetto». Si ricomincia con le minacce di dimissioni. Tutto già visto. «L’impiego di 40 unità aggiuntive» ha continuato Cialente «ci costerà decisamente meno rispetto ai 12 milioni che oggi ci costa la filiera».
Colto nel vivo Gianni Chiodi ha replicato con una nota in cui è tornato a fare il controcanto a Cialente secondo una tecnica di comunicazione ben collaudata: uno parla, l’altro replica, la gente non capisce nulla e la politica, quella becera, può andare a letto tranquilla in attesa di un’altra giornata di dichiaropoli. Che ha detto Chiodi? Ecco il suo pensiero autentico (o forse no): «Ho la fondata impressione, parafrasando un recente slogan pubblicitario, che al sindaco Cialente piacerebbe “vincere facile”. Dopo la riconferma a sindaco della città dell’Aquila, mi sembra che stia, tanto sapientemente quanto inutilmente, intavolando una strategia precisa. Cialente vorrebbe dimostrare che con l’imminente ritorno delle competenze agli enti locali, Regione e comuni in primis, la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma partirà a razzo. Vorrei ricordare a Cialente che tutto ciò accadrà ugualmente, prescindendo dal fatto che il governo riconsegni o meno i poteri commissariali agli enti locali. Infatti, il lavoro oscuro di programmazione e di progettazione portato avanti in questi ultimi mesi, con difficoltà non solo tecniche ma, mio malgrado, anche di tipo politico, é in fase di ultimazione. L’esame dei progetti degli immobili classificati “E” fuori centro storico e i piani di ricostruzione sono attività che proprio in queste ultime settimane si avviano a conclusione, grazie ad un lavoro silenzioso e poco evidente. Di conseguenza, entro le prossime settimane sia la ricostruzione degli edifici gravemente danneggiati fuori centro storico, per circa 9000 cantieri, sia quella dei progetti in procedura accelerata nei centri storici, che per il solo capoluogo si stima in circa 2000 proposte, saranno definitivamente avviati. E questo perché i progetti sono stati esaminati dalla filiera, perché esiste una ordinanza che consente al sindaco, comparando la proposta ricevuta con il piano di ricostruzione adottato, di approvare progetti del centro storico compatibili con la programmazione fatta proprio per i centri storici. Se il lavoro sin qui svolto dal Commissario e da chi lo supporta non fosse stato produttivo, oggi non si potrebbe parlare di ricostruzione imminente degli edifici più danneggiati e dei centri storici. Il Sindaco Cialente, oggi e non domani o tra qualche giorno, deve avviare i cantieri. Lo deve sia a chi gli ha ridato fiducia nelle recenti elezioni amministrative sia a chi avrebbe voluto cambiare (cioè lo stesso Chiodi ndr)».
Fine delle chiacchiere. I problemi? Minuzie.