ROMA. Numeri confermati per il decreto sui lavoratori salvaguardati rispetto all’aumento dell’età pensionabile. Le persone che manterranno il diritto ad andare in pensione con le vecchie regole saranno 65mila mentre il fabbisogno finanziario complessivamente previsto sarà di 5 miliardi e 70 milioni. Al decreto inviato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a Mario Monti manca solo la firma del ministro dell’Economia. La bozza prevede che potranno andare in pensione con le vecchie regole 25.590 persone che erano già in mobilità ordinaria il 4 dicembre e che raggiungano i requisiti entro i 3 anni dall’inizio del beneficio (4 nel Sud) mentre per la mobilità lunga si prevede che i beneficiari siano 3.460. Per i fondi di solidarietà (a partire da quello del credito) i beneficiari saranno 17.710 mentre i prosecutori volontari previsti sono 10.250. I lavoratori esonerati dal servizio che potranno andare in pensione con le vecchie regole sono 950 mentre i genitori in congedo per assistere figli disabili che saranno salvaguardati sono 150. Per accordi di incentivo all’esodo (senza mobilità) saranno salvaguardate 6.890 persone. Il limite del fabbisogno complessivo è del del Salva-Italia è pari a 5.070 milioni di euro, suddivisi tra il 2013 e il 2019. Un decreto «inadeguato» secondo i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che promettono mobilitazione. «Nessuno va escluso - dice Stefano Fassina, Pd - L’iniquità e le condizioni drammatiche di centinaia di migliaia di uomini e donne vanno affrontate subito».