TAGLIACOZZO - «Sono stata fatta scendere dal treno Pescara-Roma soltanto perché il biglietto non era timbrato, io povera donna sola in mezzo alla campagna»: con le obliteratrici guaste arriva il controllore e, dopo un breve colloquio, le intima di scendere subito proprio a Sante Marie, stazione impresenziata e lontana dal centro abitato. È accaduto alla signora Renate Hofstaetter, sessant’anni, di origini austriache (e dunque di principi prussiani) ma cittadina italiana. «Sono salita a Tagliacozzo, sul treno delle 14,24 per Roma, ma non ho potuto timbrare il biglietto perché le macchinette guaste; dopo qualche istante, è arrivato il controllore e, vedendo il biglietto non timbrato, mi ha detto che avrei dovuto pagare cinquanta euro di multa; mi sono rifiutata affermando di non avere colpa della mancata timbratura ed a quel punto mi ha intimato di scendere immediatamente: povera me. Ma che giustizia è questa?». La donna è stata costretta ad abbandonare il convoglio in una stazione isolata dove non passano mezzi pubblici perché situata in una strada non di transito e dove fermano pochissimi treni durante il giorno. «Mi sono sentita a disagio e in difficoltà», ha raccontato la signora e, solo grazie alla disponibilità di un automobilista di fortuna che passava di lì per caso, ha potuto raggiungere di nuovo Tagliacozzo: «Dovevo essere a Roma per le diciassette e invece, a causa di questa disavventura, non so quando arriverò». Le disposizioni delle Ferrovie, prevedono che quando un viaggiatore non può vidimare il recapito di viaggio, appena sale sul treno deve avvisare il personale in servizio.