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Data: 26/05/2012
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Trasporto ferroviario e liberalizzazioni - Debutta l'Arenaways Nuovi treni nelle Marche Il presidente Grottoli: «Si parte da metà giugno»

PESARO PIU TRENI color giallo-arancio dall'11 giugno, ma soprattutto più fermate nelle stazioni marchigiane, a cominciare da quella di Pesaro. Lo annuncia l'amministratore delegato della prima società ferroviaria privata italiana, l'Arenaways. Lui si chiama Alessandro Grottoli, esperto in salvataggi aziendali, cattedra all'Università di Urbino, 43 anni, abita a Calcinelli di Saltara (Pesaro-Urbino) e fa il ferroviere. O meglio: ha la gestione della società che ha acquistato per 5 milioni l'Arenaways di Alessandria, venduta all'asta il 17 aprile scorso dal tribunale di Torino. A mettere i capitali sono stati dei produttori di scarpe di Porto Sant'Elpidio, i Del Gatto. Il dottor Grottoli è sincero: «Mi occupo di treni da un mese, e abbiamo avuto la licenza mercoledì scorso. Tutto è nato da una battuta di un mio amico. Mi disse che aveva un piano straordinario per far funzionare con grandi risultati una società di treni appena fallita. Gli ho detto di portarmi quel piano che l'avrei studiato e poi cercato il finanziatore. E così è rinata l'Arenaways, ma non chiedetemi come funziona una rete ferroviaria, per questo c'è Giuseppe Arena, che è amministratore delegato. Noi cerchiamo di far funzionare al meglio il piano industriale e andare a coprire tratte come l'Adriatica e la dorsale Tirrenica in maniera più capillare. E con Trenitalia abbiamo stretto accordi di collaborazione molto importanti. Così come con aziende straniere». Perché un calzaturiero ha investito sul treno? «Potrei dirle che la scarpa è il primo mezzo della storia fatto per la locomozione ma in realtà un'azienda che vuole investire diversificando può avere tanti campi di interesse, l'immobiliare, la ristorazione, gli alberghi, noi le abbiamo proposto il treno». Quanti treni farete viaggiare sull'adriatica? «Andremo a regime con quattro convogli, tre dei quali presi in affitto. Occorre procedere con prudenza e visione chiara del piano industriale. Ci sono dei vincoli economici da rispettare ma attorno all'Arenaways si stanno mobilitando in tanti. Abbiamo avuto offerte da alcune regioni italiane per potenziare le loro linee, attraverso accordi precisi, addirittura degli artisti contemporanei si sono offerti di esprimere la loro arte nei nostri treni». Lei è di Calcinelli, dove passa la dismessa Fano-Urbino «Ogni tanto ci penso e credo che Arenaways sia adatta anche per occuparsi delle nicchie. Ripristinare quella linea non è impossibile. Serve un piano serio, lo aspetto. Poi sediamoci intorno ad un tavolo a discuterne. Perché nel mondo non c'è un'altra Urbino da collegare in treno».

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