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Data: 27/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Tangenti, il pm: interdizione per Castiglione. Inchiesta Ecosfera, l’assessore regionale Pdl accusato di favori a un imprenditore

L’AQUILA. Una gara d’appalto da quasi 100 mila euro condizionata per «favorire» il progetto dell’«amico» Corrado Troiano. È questa l’accusa che ha portato il pm della procura dell’Aquila Antonietta Picardi a chiedere l’interdizione dagli uffici pubblici per l’assessore regionale Pdl Alfredo Castiglione, vicepresidente della giunta Chiodi. Domani alle 10, nel tribunale di Bazzano all’Aquila, Castiglione sarà interrogato dal gip Marco Billi che, poi, dovrà decidere sulla misura cautelare. Se il giudice dicesse sì all’interdizione, Castiglione sarebbe costretto a lasciare i suoi incarichi alla Regione Abruzzo e a dimettersi aprendo la crisi in giunta. Esiste già un precedente: l’ex assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati è stata costretta alle dimissioni il 2 agosto 2010 in seguito all’interdizione dai pubblici uffici decretata nell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila che ha coinvolto il padre Ezio, il compagno Marco Buzzelli, Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli. «Sono sereno, è un grosso equivoco e domani chiarirò tutto», le uniche parole di Castiglione indagato per corruzione perché, secondo gli inquirenti, ha perseguito «un interesse di natura privata consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell’associazione della convivente Marina Kozina». Per la polizia, il bando cucito addosso alla Cyborg «trovava una sua paternità politica nell’attività di intermediazione di Castiglione» tanto che una delibera decisiva è stata approvata dalla giunta proprio con Castiglione presidente e Chiodi assente. In mano all’accusa ci sono anche le rivelazioni di un testimone, consulente della Cyborg, che avrebbe riferito i retroscena della commessa.
L’ultimo atto dell’inchiesta Caligola, su presunte tangenti e appalti europei legati alla società Ecosfera spa di Roma, arriva più di 4 mesi dopo gli arresti della dirigente regionale Vanna Andreola, detta Zarina, e altri 7 tra politici e imprenditori. Sono 14 gli indagati e, tra questi, il socialista Lamberto Quarta, ex segretario della giunta Del Turco, è ancora ai domiciliari. Al centro di questa seconda fase dell’indagine della squadra mobile di Pescara, guidata da Pierfrancesco Muriana, c’è un fax di Castiglione lungo 14 righe, su carta intestata della Regione, spedito a un vice ministro dell’Albania per presentare l’associazione della compagna: «Attesa la rilevanza dell’Accademia di danza di Tirana», scrive l’assessore, «si rileva la valenza di una collaborazione con l’associazione Rassjanka con sede in Pescara per finalizzare una convenzione per definire una collaborazione di lunga durata nel campo della danza».
Intorno al fax si dipanano gli accertamenti della Mobile che puntano a dimostrare il trattamento di favore a Troiano della società Cyborg srl di Chieti sull’appalto chiamato Ipa 2: «Il condizionamento della nuova gara per favorire il progetto di Troiano», recita un rapporto della Mobile, «passava sempre per il tramite di Andreola, supportata dall’influenza politica dell’assessore Castiglione che, dal canto suo, proprio per le cortesie ricevute dall’Andreola, certamente non si tirava indietro. Quest’ultima risultanza investigativa», dice l’informativa, «trova ulteriore conferma nelle parole dello stesso Troiano, che, forte dell’amicizia con l’assessore, rassicurava Andreola sul fatto che l’esponente politico avrebbe garantito il suo sostegno».
A questo punto, per Castiglione potrebbe scattare anche l’accusa di associazione per delinquere. Nell’informativa della Mobile, ancora al vaglio della procura, il reato è stato proposto: per gli investigatori, Castiglione «si adoperava per favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’associazione criminosa, pur non facendone stabilmente parte, ovvero l’aggiudicazione pilotata di commesse pubbliche».

L’assessore citato nell’indagine sulla Asl di Pescara
Informativa della polizia denuncia pressioni per i lavori all’ospedale

PESCARA. L’assessore regionale Pdl Alfredo Castiglione non compare soltanto nelle carte sull’inchiesta Caligola della procura dell’Aquila: nome e cognome dell’assessore allo Sviluppo economico - accusato di corruzione in un’indagine su 78 buoni benzina che avrebbe ricevuto nel 2004 in cambio di modifiche alla legge sulla liberalizzazione degli impianti di carburante e assolto in primo grado il 13 giugno 2011 - rimbalzano anche in un rapporto riservato della polizia sulla Asl di Pescara lungo 414 pagine. Nell’indagine sui presunti lavori gonfiati, da 2,3 a 7 milioni di euro, del polo materno infantile dell’ospedale, Castiglione non è indagato ma, in base agli atti della squadra mobile, arriva a fare «pressioni» sul direttore generale della Asl Claudio D’Amario, non indagato, per incarichi da assegnare agli amici.
«Dovendo rimuovere determinati ostacoli o risolvere alcune problematiche, naturalmente, i personaggi coinvolti», così recita l’informativa firmata dall’ex capo della Mobile Nicola Zupo e mandata al pm Gennaro Varone, «non mancavano di ricercare contatti con personalità politiche regionali attraverso le quali poter esercitare pressioni verso la direzione generale della Asl». Secondo gli investigatori, il primo di questi è proprio Castiglione. «Comunque la strada che avevo tracciato di andare a parlare con Castiglione io la perseguo, perché voglio arrivare fino in fondo alla questione», dice un imprenditore al telefono.
Sempre al telefono, gli architetti coinvolti nell’indagine parlano così di un contatto con l’assessore regionale: «Che dobbiamo fare, dobbiamo intervenire sul Buzzicone? Che vogliamo fare? Cioè, dobbiamo fare una cosa comune». «E con il nostro amico... Alfredo?», domanda un imprenditore. «Mo’ bisogna assolutamente parlare con Alfredo», risponde un architetto, «bisogna assolutamente sedersi con lui un attimino a tavolino».
Dalle stesse intercettazioni, poi, si capisce che alle 8 del 12 gennaio 2010 e Castiglione ha un faccia a faccia con D’Amario per parlare dell’appalto finito sotto inchiesta. Secondo il rapporto della polizia, l’obiettivo di Castiglione è «condizionare» l’affidamento dell’appalto. Nel rapporto della polizia compare anche un presunto interesse di Castiglione per un appalto Enac: «Appare opportuno evidenziare», recita l’informativa, «alcune conversazioni nel corso delle quali era Castiglione ad attivarsi per far ottenere a un architetto un incarico all’Enac che però non risultava neppure iscritto all’albo dei collaudatori».
In una telefonata del 5 gennaio 2010, «Castiglione dice all’architetto che Mario Battaglia (non indagato, ndr) non può fargli la nomina perché non è iscritto all’albo collaudatori, Castiglione invita Colliva a chiamare Battaglia». Ecco il colloquio tra Battaglia e l’architetto. Battaglia: «Stavo chiamando dall’altra linea... eh, sta a posto, mi sono sentito con l’assessore, quindi, abbiamo fatto mente locale». Architetto: «Ah, ho capito». Battaglia: «Allora, io una cosa, adesso sto girando alla segretaria dell’assessore l’avviso pubblico che comunque sta sul sito del Coasiv».

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