Le accuse dell’imprenditore Daccò: ospite a carico mio
ROMA - Ne ha fatto un punto d’onore. Ogni volta che lo chiamavano in questione per le vacanze di lusso con il faccendiere del San Raffaele Pierangelo Daccò, Formigoni rispondeva di esserci sì andato, ma a spese proprie. Ieri, invece, è stato costretto all’inversione a U: «Mi dimetterò solo se dimostrate che l’ho favorito». Il punto è che sabato scorso proprio Daccò ha messo a verbale una clamorosa smentita della versione del governatore. Le spese per le vacanze di Formigoni le avrebbe pagate tutte lui, dallo yacht a disposizione d’estate ai veglioni di Capodanno alle Antille. E il Ciellino non avrebbe mai restituito né condiviso alcunché.
Sullo yacht Daccò, detenuto nel carcere di Opera per il crac dello stesso San Raffaele, si sarebbe convinto a parlare dopo le ammissioni del marinaio incaricato di gestire la barca, la Ad Maiora. Che diceva di aver tenuto lo yacht a disposizione esclusiva del governatore. Letto il verbale del suo ex collaboratore, Daccò ha spiegato: «Non si può definire come un’esclusiva, perché qualche volta mi imbarcavo anch’io. Però effettivamente ogni anno, da diversi anni, da giugno a settembre Ad Maiora è a disposizione di Formigoni». Nessun contributo alle spese da parte del governatore: «Era mio ospite, non mi ha mai restituito nulla».
Dal verbale, anticipato ieri da Repubblica, arriva la conferma anche per le vacanze di Capodanno alle Antille. Quelle su cui da mesi si svolge una battaglia campale tra il governatore e la stampa italiana che gli chiede spiegazioni e prove che attestino come quelle vacanze non fossero un regalo. Dieci giorni fa la sua ultima risposta: «Sono andato due volte ai Caraibi, a mie spese, non in alloggiamenti faraonici». Daccò dice tutt’altro: «Formigoni è stato mio ospite in almeno tre capodanni alle Antille. Per quello del 2010/2011 ho speso 100mila euro per il noleggio di un jet privato». Per le vacanze del Capodanno 2009 i pm hanno rintracciato due biglietti Air France per Parigi e la ricevuta dell’Altamer resort di Anguilla alle Antille, datata 9 gennaio 2009.
Sono in molti ad incrociare queste vacanze con la costosa convenzione che la regione paga alla clinica d’eccellenza. «Se qualcuno dimostrasse che Daccò ha avuto un vantaggio dai rapporti con me mi assumerò le mie responsabilità e mi dimetterò», ha commentato ieri pomeriggio lo stesso Formigoni. «Daccò -aggiunge Formigoni- non ha ricevuto nessun vantaggio dal fatto di conoscermi, ecco perché non c'è nessuna indagine a carico della Regione Lombardia». Nessuna conferma ma neppure una netta smentita sulle vacanze incriminate: «Non un euro di denaro pubblico è stato dilapidato ma non mi metto a discutere e a contraddire una persona che è in carcere da oltre sei mesi e che ha tutto il diritto di difendersi».