L'Imu? Costerà ai teramani il 230% in più rispetto all'Ici. Secondo le stime effettuate dal Comune, dal salasso dei cittadini verranno ricavati circa 16,7 milioni di euro, mentre dall'Ici l'ente otteneva 7 milioni e mezzo. Un sospiro di sollievo per le casse comunali? No, perché circa 7 milioni andranno allo Stato. I restanti 9,7 entreranno nelle casse dell'Ente: 2,7 dall'imposta sulle prime case, 7 da quelle sulle seconde. Dalla stangata si salveranno gli ultra sessantacinquenni con un reddito inferiore a 15 mila euro, che saranno totalmente esentati. Su altri possibili sgravi, da inserire in un prossimo regolamento comunale ad hoc sull'Imu, si sta discutendo in maggioranza: si sta valutando, ad esempio, di abbassare l'aliquota base, che è dello 0,76%, per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, o per quelli delle società, come le Srl e le Spa, che sono soggetti all'Ires (Imposta reddito delle società) o sugli immobili invenduti delle imprese costruttrici o ancora sugli appartamenti dati in affitto. Non sarà possibile, invece, secondo la direttiva ministeriale, prevedere sgravi per chi dà la casa in comodato gratuito.
Il senso delle scelte dell'ente, come spiega l'assessore al Bilancio Alfonso Di Sabatino Martina è quello di «far pagare chi ha di più», quindi le seconde abitazioni, per cui l'aliquota dell'Imu sarà più alta. «Speriamo comunque- precisa Di Sabatino - di non arrivare al massimo del consentito (1,06% ndr)». Il Comune, è la sottolineatura dell'assessore, quest'anno dovrà fare i conti con un bilancio difficile da chiudere, a causa dei tagli ai fondi governativi: 13 milioni e mezzo in meno rispetto allo scorso anno, coperti solo in parte dell'Imu: la differenza è di 4 milioni di euro. La ricetta, amara, indicata da Di Sabatino, prevede tagli alle spese dell'Ente per ben 1,5 milioni di euro. «Una cosa è certa- afferma l'assessore- non si possono chiedere sacrifici ai cittadini senza prima tagliare il superfluo, termine che oggi assume un significato diverso rispetto al passato, inglobando anche spese per eventi, manifestazioni, cultura, e molto altro, come la gestione degli impianti sportivi, che non potrà essere più comunale, o quella dei campi sportivi frazionali. Si tratta di scelte radicali e di responsabilità. Il bilancio del 2012 sarà molto diverso rispetto a quello del passato, perché i tagli saranno tangibili».
Di Sabatino ha già inviato al sindaco un elenco di spese da eliminare, un lavoro certosino che comprende decine di voci, da quelle più ingenti, a quelle più piccole: tra le proposte figura anche la riduzione del servizio di trasporto urbano (solo per la linea 8, che verrebbe ridimensionata) e le spese per la trasmissione dei Consigli comunali in televisione. «Non vogliamo ridurre i servizi- commenta Di Sabatino- che per noi restano un punto fondamentale. Probabilmente però anche in questo delicato settore saremo costretti a seguire delle priorità, visto anche l'inasprimento del costo delle prestazioni sociali».