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Pescara, 09/04/2026
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Data: 28/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, tagli alla Regione e alle Asl. Spending review, in tre anni previsti minori trasferimenti per 250 milioni

SPESA PUBBLICA In settimana il piano dei singoli ministeri Le Regioni presentano emendamenti

PESCARA. Ai commissariamenti non c’è mai fine: se il Parlamento non modifica il decreto del governo sulla spending review, l’Abruzzo, scontando ancora una volta la sua posizione di Regione in piano di rientro per la sanità, avrà sulla testa un supercommissario come Enrico Bondi, con funzioni di «supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attivita di approvvigionamento di beni e servizi».
Il testo del provvedimento di spending review dovrebbe vedere la luce in questa settimana (questa mattina il governatore Gianni Chiodi in conferenza stampa ne spiegherà gli effetti sull’Abruzzo). Il decreto che ne stabilisce tempi e modalità (ora all’esame del Senato) prevede infatti che entro fine mese i singoli dicasteri elaborino un proprio piano di tagli per dar modo al commissario Enrico Bondi di intervenire.
Come ha ricordato ieri il ministro per i rappprti con il parlamento Giarda, la massa di spesa che è sotto attenzione ammonta a circa un centinaio di miliardi di euro diviso tra Stato, Enti previdenziali, Regioni ed Enti locali. Si tratta della parte di spesa valutata come aggredibile nel breve periodo, mentre nel medio periodo il governo conta di agire su altri 200 miliardi. Per le Regioni la spesa rivedibile, nel breve e medio periodo, ammonta a 20,2 miliardi circa (per l’Abruzzo dovrebbe incidere per circa 42 milioni, che si ridurrebbero a una decina nella prima manovra da 100 miliardi). A questi vanno aggiunti il miliardo e mezzo che il governo vuole tagliare dal fondo sanitario 2012 (su questo punto lo scorso 22 maggio le regioni hanno abbandonato la Conferenza Stato-Regioni), e gli 8 miliardi di ulteriori tagli alla sanità negli anni 2013 e 2014, che in realtà rappresentano il congelamento del Fondo sanitario nazionale ai valori del 2012. Il taglio previsto è di 2,5 miliardi nel 2013 e 5,45 miliardi nel 2014. L’Abruzzo, considerando l’incidenza del 2,2% sul fondo nazionale, dovrebbe perdere 35 milioni nel 2012; 55 milioni nel 2013 e 120 milioni nel 2014. In totale sono 210 milioni di minori entrate che potranno essere in parte compensate da un aumento dei ticket e delle compartecipazioni.
Questa stretta arriva dopo due anni di ulteriori tagli ai trasferimenti per i tagli lineari stabiliti dal DL 78/2010, che hanno determinato l’azzeramento degli ex trasferimenti Bassanini e di altri trasferimenti regionali per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 miliardi nel 2012 (per l’Abruzzo si tratta complessivamente di quasi 187 milioni). Le Regioni contestano la sproporzione dei tagli rispetto al peso di una spesa regionale che incide per il 20,3% sul complesso della spesa delle amministrazioni pubbliche. Le Regioni infatti si fanno carico di tagli che variano dal 47,2% al 30% tra il 2011 e il 2014.

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