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Data: 28/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Le regole non creano lavoro» Affondo della Cgil contro il governo: faccia di più

BRESCIA. Il governo «deve pensare» al lavoro, creando nuova occupazione e investendo nella produzione, perché la riforma Fornero con le sole regole non determinerà neanche un posto in più. Così, la priorità parallela è rappresentata dal fisco, con la necessità di una riduzione della pressione oggi «intollerabile» sui lavoratori e sui pensionati. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna all’attacco indicando gli interventi da mettere in campo. E poi, aggiunge, bisogna smetterla di «immaginarsi che la finanza è l’orizzonte dei profitti».
Camusso parla in occasione della cerimonia per i 120 anni della Camera del lavoro di Brescia. Non tralascia neppure la questione degli esodati, dopo la conferma del decreto interministeriale che salvaguarderà 65mila lavoratori rispetto all’innalzamento dell’età pensionabile introdotta dalla riforma previdenziale. Il segretario Cgil incontra una delegazione di esodati, coloro che cioè rischiano di restare per anni senza lavoro e senza pensione: «Mi hanno chiesto ciò che mi chiedono tutti gli esodati italiani: di dar loro una risposta. Non era mai successo nella storia del Paese che una riforma non prevedesse una clausola di salvaguardia per le persone che avevano già firmato degli accordi».
Per loro, secondo Camusso, «il governo deve fare una cosa semplice: mantenere le condizioni che avevano a quella data. Non esistono altre soluzioni, ogni altra scelta cancella qualcuno». Della riforma del mercato del lavoro, dopo il primo via della commissione Lavoro del Senato, che da domani tornerà all’esame dell’Aula di Palazzo Madama, parla anche il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria: «Va nella direzione giusta ma deve fare presto». In questo momento di crisi, «dobbiamo stare allo schema che ci ha proposto l’Europa e certo questo governo lo sta facendo con più dignità del precedente», riconosce la Camusso, aggiungendo però che «dietro c’è l’idea che il prezzo lo debba pagare solo una parte della società, e cioè i lavoratori. Il presidente del Consiglio lo chiama rigore, io lo chiamo peggioramento delle condizioni dei lavoratori». Proprio sui temi del lavoro, del fisco e della crescita, insieme al welfare, Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza sabato 2 giugno per la manifestazione nazionale che le tre confederazioni hanno organizzato per la festa della Repubblica.
«Dicendo che il welfare è solo un costo - ha detto anche Susanna Camusso a Brescia - si stanno costruendo le basi per far tornare a casa le donne. In questo modo non si risolve certo la contraddizione sociale che esiste fra i disoccupati, chi difende il proprio lavoro e i giovani che non si sentono in diritto di essere rappresentati».

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