TRASPORTI. Studenti salgono sull´autobus, fra tre anni con la filovia verranno riviste le linee Il pellegrinaggio di oltre tremila veronesi che ogni giorno, dai tanti comuni della provincia, raggiungono la città servendosi dei mezzi pubblici, rischia di trasformarsi in un vero calvario. In pochi potranno permettersi ancora il lusso di arrivare direttamente a pochi metri dalla loro solita destinazione, per i più una scuola, per altri il posto di lavoro. La gran parte dei passeggeri dovrà infatti fare i conti con discese dall´autobus, attese e risalite sulla nuova filovia. Risalite che, in alcuni casi, potranno essere anche due o tre, necessarie per completare lo stesso viaggio. La filovia, che sarà in strada fra tre anni, porterà infatti una rivoluzione anche per il trasporto extraurbano, allo scopo di favorire l´integrazione dei mezzi pubblici, evitando quindi troppe sovrapposizioni. Questi disagi avranno tuttavia anche dei risvolti positivi: «Verranno risparmiati annualmente 500mila chilometri di percorrenze extraurbane», spiega l´assessore provinciale al trasporto pubblico Gualtiero Mazzi, «pari a circa 650mila euro di trasferimenti regionali. La Regione dovrà però impegnarsi a coprire i costi, corrispondenti a circa 270mila euro, che la Provincia dovrà comunque sostenere, costi derivanti dalla riorganizzazione del servizio minimo extraurbano». Questa rivoluzione nel trasporto pubblico è stata presentata, discussa e approvata durante l´ultimo consiglio provinciale. Stando ai dati riportati dallo studio tecnico allegato alla delibera, solo il 3 per cento degli utenti che entrerà in città dalle 8 alle 20 non avrà bisogno di alcun trasbordo da un mezzo all´altro. La maggior parte, si stimano 2.715 utenti pari all´81 per cento del totale, dovrà effettuare un trasbordo dall´autobus alla filovia. Il 16 per cento, inoltre, dovra effettuare anche un secondo o addirittura un terzo trasbordo. «Esiste pertanto una fondata possibilità che questi ultimi utenti rinuncino del tutto ad utilizzare il mezzo pubblico», mette in evidenza il documento. Nel dettaglio, le linee extraurbane in ingresso in città nelle ore di punta, e cioè dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 12,30 alle 14,30, prevalentemente utilizzate dagli studenti, non si fermeranno ai nodi di intercambio: Ca´ di Cozzi, Porta Vescovo, San Michele Extra, Policlinico e Stazione Porta Nuova. Continueranno a entrare in centro città, così come avviene adesso: sulla nuova filovia non ci sarebbe infatti posto per tutti. I cambiamenti più significativi ci saranno invece negli orari cosiddetti «di morbida», e cioè dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,30 in poi fino a sera, quando gli autobus extraurbani si dovranno fermare nei parcheggi scambiatori per far scendere i passeggeri, che dovranno quindi prendere la filovia per completare il tragitto abituale. Leggendo la delibera, si scopre che «ogni giorno per circa tremila utenti provenienti dalla provincia, la sostituzione degli autobus extraurbani con la filovia in orario di morbida comporterà un aumento dei tempi di viaggio dai 3 ai 5 minuti (tempo di attesa della filovia)». «Abbiamo fatto delle richieste per ridurre al minimo i disagi», fa presente l´assessore Gualtiero Mazzi, «intanto l´esercizio filoviario deve essere programmato in modo da minimizzare la necessità di cambiare mezzo, valutando ad esempio l´opportunità di prevedere collegamenti differenziati con la zona sud della città in corrispondenza del policlinico Giambattista Rossi e con la zona nord, in corrispondenza con il polo ospedaliero Confortini». La Provincia ha chiesto inoltre la riprogrammazione della rete di trasporto urbano nelle fasce orarie definite «di morbida», in modo che i passeggeri possano raggiungere anche le destinazioni non comprese nel tracciato della filovia.