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Pescara, 09/04/2026
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Data: 29/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Castiglione: «Segnalazione in buona fede». Ascoltato dal Gip dell’Aquila il vice presidente della Regione. Rischia l’interdizione dai pubblici uffici per aver favorito la convivente

PESCARA «Se tornassi indietro, quella lettera di referenze non la rifarei. Sapendo di smuovere l’ira di Dio e il mondo intero... ». Abito gessato scuro e volto che non tradisce emozioni, il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione non si sottrae all’assalto dei cronisti all’uscita del tribunale dell’Aquila dove è stato appena interrogato dal gip Marco Billi. Sul capo del politico del Pdl, che ricopre anche la carica di assessore allo sviluppo economico, pende come una spada di Damocle la richiesta di interdizione dai pubblici uffici formulata al gip dal pm Antonietta Picardi, il sostituto procuratore che conduce l’inchiesta «Caligola» su un presunto giro di assunzioni in cambio di appalti nell'ambito del programma comunitario Ipa Adriatico. Otto persone sono state arrestate nei mesi scorsi, e tra loro anche una dirigente della Regione, Giovanna Andreola, da molti soprannominata «la zarina». Castiglione è indagato per corruzione perché, secondo gli inquirenti, ha perseguito «un interesse di natura privata consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell'associazione di danza della sua convivente Marina Kozina». Un fax spedito nel febbraio 2011 al vice ministro della cultura dell’Albania rischia adesso di privare Castiglione di tutte le cariche pubbliche. Al giudice Marco Billi, che deve pronunciarsi sulla richiesta del pm, ieri il vice di Chiodi ha parlato di «grosso equivoco». «Penso di aver dato delucidazioni esaustive sia al gip sia al sostituto procuratore - spiega Alfredo Castiglione ai giornalisti -. Il mio avvocato ora produrrà delle controdeduzioni e il gip si esprimerà tra qualche giorno. Io sono sereno. Quella referenza l’avrei fatta per chiunque. Ero in buona fede, e infatti l’ho protocollata e spedita per raccomandata. Ho commesso una leggerezza: la referenza era su carta intestata della Regione. Ma il progetto comunque non è andato in porto, la mia ex compagna non l’ha portato avanti. Si è trattato insomma di una referenza, non di una raccomandazione, non c’è stato scopo di lucro, denaro non è stato mosso». La richiesta di interdizione dai pubblici uffici rappresenta una mina vagante anche per la giunta Chiodi: con l’uscita di scena di Castiglione, sarebbe inevitabile un rimpasto delle deleghe. «Mi auguro che non scatti la misura interdittiva, ma se il gip dovesse accogliere la richiesta, certo non ci sarebbero alternative - commenta il presidente della Regione Chiodi -. Per come conosco Castiglione, ritengo che sia in grado di spiegare le situazioni. Me lo auguro, naturalmente. Aspettiamo». Aspetta anche il diretto interessato, che non ha alcuna intenzione di dimettersi sin d’ora, prima del pronunciamento del gip, per meglio difendersi. «Non vedo perché dovrei rimettere gli incarichi se non ho fatto nulla - dichiara Castiglione -. Sono assessore, ho a che fare con tanti imprenditori, ma in tutti questi anni di attività politica non ho mai approfittato di nulla».

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