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Pescara, 09/04/2026
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Data: 29/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi scrive a Monti: abbiamo risanato. Lettera al premier per evitare le misure contro le Regioni in piano di rientro della sanità

PESCARA. Un supercommissario del governo per l’Abruzzo? Piuttosto è l’Abruzzo che potrebbe inviare un commissario al governo. È quello che pensa (e dice) Gianni Chiodi a commento del decreto sulla spending review che, se non verrà modificato (al Senato sono stati depositati 112 emendamenti), imporrà alla Regione l’occhiuta vigilanza di Enrico Bondi, supertecnico di Monti, con funzione di «supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attivita di approvvigionamento di beni e servizi».
È un commissariamento che scatterebbe per tutte le Regioni in piano di rientro della sanità. E da Regione “canaglia” l’Abruzzo verrebbe esclusa anche dalle misure di compensazione dei crediti con la Pubblica amministrazione e subirebbe un inasprimento del patto di stabilità. Una logica che Chiodi respinge. Per questo ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti chiedendo il superamentro del commissariamento o una deroga per l’Abruzzo, proprio in virtù dei risultati raggiunti nella sanità: «L’Abruzzo non è più una regione canaglia, ma è una regione che negli ultimi anni, dati alla mano, ha operato grandi passi in avanti in materia di risanamento dei conti pubblici e della sanità». Di conseguenza, dice Chiodi, «rischiamo seriamente che l’Abruzzo paghi per colpe che non ha più». Chiodi aggiunge di aver scritto al presidente del Consiglio «con l’intenzione di spiegare la peculiarità e la posizione sui generis dell’Abruzzo. Tutti questi provvedimenti», dice il presidente, «tendono a penalizzare le regioni in Piano di rientro sanitario, ma la Regione Abruzzo pur stando formalmente in piano di rientro è tra le quattro regioni in Italia (Lombardia, Marche, Umbria e Abruzzo) che ha presentato, in materia sanitaria, un avanzo economico di bilancio per il 2011 pari a 60 milioni di euro. Un risultato eccezionale, che in questo modo rischia di cadere nel vuoto». Si rischia, cioè, che l’azione di risanamento finora portata avanti sul territorio «non produca benefici» in vista dei provvedimenti del Governo. «Sui quali» sottolinea Chiodi «l’Abruzzo ha già avviato un processo avanzato di attuazione. Sul taglio della spesa pubblica non prendiamo lezioni da nessuno e anzi, provocatoriamente, dico che l’Abruzzo è pronto a fornire i commissari al Governo visto che in questa Regione abbiamo ridotto la spesa pubblica, il debito di bilancio del 14% e risanato i conti della sanità».
Le alternative per Chiodi sono due: «O si decide, conti alla mano, l’uscita dell’Abruzzo dalle regioni commissariate oppure si pensa ad un regime derogatorio per una regione che viaggia con parametri di virtuosità». È la richiesta che lo stesso Presidente ha fatto in sede di Conferenza delle Regioni, alla quale ha chiesto di creare una terza categoria di regioni che pur stando in regime di commissariamento, presentano in sanità un avanzo di bilancio.
La richiesta rivolta a Monti è quella di uscire da «un’inaccettabile semplificazione, che rischia di penalizzare ancora una volta chi ha portato avanti l’opera di risanamento. Non contesto la filosofia secondo la quale le Regioni meno virtuose debbano pagare di più, dico invece che l’Abruzzo, in ragione del percorso attuato, non può essere più considerate tra queste».
Ma quali potrebbero essere le conseguenze? Per la spending review la regione commissariata sarebbe parificata alle amministrazioni statali e dunque subirebbe le decisioni del supercommissario; per il Patto di stabilità è previsto un inasprimento di 800 milioni per il 2012 e 1,6 miliardi per il 2013 e la stessa Conferenza delle Regioni chiede che tale inasprimento sia più forte nelle regioni commissariate.. Infine, la compensazioni dei debiti e crediti fiscali delle partite Iva non potrebbe trovare attuazione in Abruzzo in quanto regione commissariata.
Intanto, ieri pomeriggio, il ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca ha aperto uno spiraglio annunciando che il governo sta lavorando a un emendamento che sbloccherebbe anche per le regioni commissariate per la sanità i pagamenti alle imprese creditrici da parte della pubblica amministrazione.

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