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Data: 29/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi sfida Monti: «Il Governo non sa tagliare le spese, noi sì»

Abruzzo fuori dai benefici, il presidente infuriato scrive al premier

L'AQUILA - Le norme del Governo per la riduzione della spesa pubblica, la cosiddetta «spending review», l'inasprimento del patto di stabilità e la possibilità per le aziende di compensare i crediti vantati con lo Stato togliendoli dalle tasse da pagare, rischiano di non valere per l'Abruzzo a causa del debito della sanità che, pur non essendoci più (c'è anzi un avanzo di 60 milioni), resta ancora «giuridicamente valido». Per questo il governatore Gianni Chiodi ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere di tirare fuori l'Abruzzo dal novero delle Regioni inadempienti. «Perché -ha aggiunto ieri in conferenza stampa- siamo una Regione con i conti a posto, abbiamo ridotto il deficit di 800 milioni, ossia del 14%, tagliando le spese e i costi della politica, e ci prepariamo ad abbassare le tasse. Tutto il contrario del Governo di Roma -ha aggiunto polemicamente- che le tasse le ha alzate e le spese non ancora è in grado di ridurle». E se il Governo farà orecchie da mercante, «arriveremo alle estreme conseguenze con un ricorso costituzionale».
Ma che cosa stabilisce la normativa che il Governo si accinge a varare? Innanzitutto la «spending review» che vale ovviamente anche e soprattutto per le Regioni. Per quelle in dissesto, con i conti in rosso, il Governo manderà un commissario che fissa i tagli. Ciò non vale per le Regioni virtuose. Varrebbe invece per l'Abruzzo a causa del debito sanitario «valido giuridicamente, anche se siamo in attivo. Valido- ha spiegato Chiodi- perché non è stato ancora raggiunto lo standard fissato per i livelli minimi di assistenza che sono stati raggiunti tuttavia da alcune Asl». Il governatore ha detto di non essere contrario, in teoria, all'arrivo di un «commissario ai tagli», ma la sua ha voluto essere una provocazione. «Ben venga-ha detto- , da noi avrà senz'altro qualcosa da imparare su come si riducono le spese. A Roma -ha insistito- stanno facendo l'esatto contrario di quanto avviene in Abruzzo». C'è poi il capitolo che riguarda le aziende. «Il Governo -ha spiegato Chiodi- ha accettato il principio della compensazione tra i crediti vantati dalle aziende e il loro debito fiscale. Vale per tutte le Regioni, ad eccezione di quelle commissariate per la sanità (e per questo c'è già stato l'allarme della Cisl regionale nei giorni scorsi; ndr). Si badi, non contesto la filosofia di fondo, ma il provvedimento non può riguardarci perché siamo tra le quattro Regioni in condizioni di avanzo per la sanità: noi, con 60 milioni, la Lombardia con 22 milioni, l'Umbria con 10 milioni e 300mila euro, le Marche con un milione e mezzo di euro. Quanto al resto, l'Abruzzo ha un avanzo complessivo certificato di 5 milioni di euro, ma forse è maggiore. Gli altri stanno peggio. Il Veneto, ad esempio, ha un disavanzo di 34 milioni di euro, la Toscana di 62. E vorrei sottolineare che sono soltanto sette le Regioni che non sono in piano di rientro».
C'è infine la revisione del Patto di stabilità, per la quale è previsto un inasprimento complessivo per le Regioni di 800 milioni per il 2012 e un miliardo e 600 milioni per il 2013, con la Conferenza delle Regioni che chiede che tale inasprimento sia più forte nelle Regioni commissariate. E allora come se ne esce?
«Conti alla mano -ha spiegato Chiodi- o si decide l'uscita dell'Abruzzo dalle Regioni commissariate oppure si pensa a un regime derogatorio per una Regione, la nostra, che viaggia con parametri di virtuosità». Si tratta, nella sostanza, della richiesta che lo stesso presidente ha già fatto in sede di Conferenza delle Regioni, alla quale ha chiesto di creare una terza categoria di Regioni che, pur stando in regime di commissariamento, presentano in materia sanitaria un avanzo di bilancio. La richiesta a Monti è soprattutto quella di uscire da «un'inaccettabile semplificazione, che rischia di penalizzare ancora una volta chi ha portato avanti l'opera di risanamento».

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