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Pescara, 09/04/2026
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Data: 29/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, chiuse 1.216 imprese. Cresce in aprile la cassa integrazione in deroga. Il Pil della regione a -2%

Spina (Cisl): urgente varare un piano straordinario per l’occupazione e sviluppare le reti d’impresa

PESCARA. Risorse comunitarie e fondi Fas, sblocco dei crediti della pubblica amministrazione, avvio della ricostruzione dell’Aquila, apprendistato, sblocco delle opere pubbliche ferme, sviluppo dei Poli di innovazione e delle Reti d’impresa e, soprattutto, riforme: la Cisl Abruzzo torna a lanciare l’allarme sulla drammatica situazione dell’economia abruzzese e presenta un elenco di proposte concrete.
Il segretario regionale del sindacato, Maurizio Spina, nel corso di un incontro con la stampa a Pescara, ha spiegato infatti che «tutti gli indicatori, ad eccezione dell’export, dimostrano come l’Abruzzo sia in piena fase recessiva» e proprio per questo è necessario un «impegno straordinario», al fine di «alimentare la fiaccola della fiducia».
Insieme a Spina, a presentare dati e cifre dell’economia che soffre, c’era anche l’economista e docente universitario Giuseppe Mauro.
I due hanno illustrato i più recenti dati sulla situazione economica della regione, a partire dalle previsioni del Pil, che parlano di un calo pari al 2%. Spiccano anche le cifre sulla cassa integrazione nel mese di aprile: calano quella ordinaria e quella straordinaria, rispettivamente 1.179.541 ore (1.327.090 a marzo) e 561.781 ore (819.572 a marzo), mentre cresce quella in deroga: dalle 289.374 ore di marzo si è passati alle 479.712 del mese scorso, con un incremento del 65,7% rispetto allo stesso mese del 2011. Altro dato evidenziato da Spina e Mauro è quello relativo alla mortalità delle imprese: in una regione in cui il tessuto produttivo è composto per il 95,3% da microimprese, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è stato pari a -1.216.
«La sensazione», ha affermato Giuseppe Mauro, «è che siamo andati incontro ad un’“austerità distruttiva”, che ha avvitato il sistema dell’economia regionale. Siamo di fronte ad una crisi non soltanto congiunturale, ma anche strutturale. Dobbiamo necessariamente costruire le priorità del sistema», ha spiegato l’economista, «verificare le risorse a disposizione e capire quali siano le vere aree di crisi».
Sottolineando che «le prospettive sono internazionalizzazione e capitale umano», il docente universitario si è detto convinto che «nell’immediato ci sia l’esigenza di allentare la morsa del pessimismo e, in tal senso, immettere sul mercato tutte le risorse disponibili significherebbe allentare l’emarginazione delle imprese. È inoltre necessario creare un circolo virtuoso con il sistema bancario», ha sottolineato, «potenziando il sistema dei confidi».
Il segretario della Cisl, dal canto suo, ha illustrato schematicamente una serie di proposte che favorirebbero la ripresa. «Sarebbe auspicabile una riunione straordinaria del Patto per lo sviluppo», ha detto Spina, «per chiarire quali siano le risorse comunitarie e dei fondi Fas disponibili ed i relativi tempi di attivazione. È inoltre necessario attivare un’azione comune con i parlamentari per la modifica dei decreti sullo sblocco dei crediti della pubblica amministrazione».
«Andrebbe istituita una task-force», ha aggiunto il sindacalista, «per l’apertura dei cantieri all’Aquila, prevedendo l’attivazione delle risorse“de minimis” per le piccole e medie imprese». Per il segretario della Cisl è inoltre fondamentale «adottare un programma straordinario per l’occupazione, a partire da quella giovanile, attraverso l’apprendistato, con incentivi alle imprese anche dagli enti locali».
Spina si è soffermato anche sul censimento e sullo sblocco delle opere pubbliche ferme ed ha auspicato una sessione straordinaria del Consiglio regionale «per approvare le leggi che possano aiutare l’economia, a partire da quella sullo sviluppo economico regionale». Fondamentali, secondo il segretario della Cisl, il sostegno ai Poli di innovazione e alle Reti d’impresa, la lotta agli sprechi, alle inefficienze e all’evasione fiscale e, infine, la «volontà di procedere sulla strada delle riforme».

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