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Data: 29/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Castiglione: «Parlavano di me ma ero all’oscuro, non lascio»

L’AQUILA - «Ho dato tutte le spiegazioni alle domande che i magistrati mi hanno fatto, per chiarire quello che a mio avviso è un equivoco». E’ durato poco più di un’ora l’interrogatorio per il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, davanti al Gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi ed il pm Antonietta Picardi che ha richiesto l'interdizione dai pubblici uffici dell'assessore alle Attività produttive in relazione al presunto coinvolgimento nell'inchiesta Caligola.
La prima notizia, intanto, è che anche Castiglione adesso è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Non più quindi un «semplice» patto corruttivo, ma la consapevole partecipazione a un intreccio più complesso di atti reiterati volti ad acquisire utilità. Tutto falso, secondo Castiglione. «Penso – ha spiegato - di aver chiarito tutto 'l'ambaradan' che si è creato dietro questo fax, questa referenza, che mi accomunavano ad un progetto peraltro mai realizzato. Si è trattato di una serie di equivoci, di sovrapposizioni di date, che ho chiarito. Hanno letto alcune intercettazioni, troppo spesso il mio nome è usato all'interno di incontri e cene anche a mia insaputa. Il mio avvocato produrrà altre documentazioni». Castiglione, in sostanza, ha spiegato di essere all’oscuro delle manovre della sua compagna, della Andreola e di suo marito Galdi. Ha perorato sì la causa dell’associazione Rassjanka ma non pensava che si poteva arrivare a una richiesta di fondi collegati al progetto Ipa. Al punto che, avrebbe spiegato Castiglione al Gip, quando ha saputo della questione ha troncato la relazione con la sua compagna. E’ confermato anche il fatto che Castiglione produrrà una memoria difensiva. «Se tornassi indietro – ha detto sempre Castiglione all’uscita dall’aula del Gip – non farei questa referenza che ho protocollato e spedita via raccomandata, poi con centomila cose che devo fare dalla mattina alla sera vai a pensare che sarebbe accaduto tutto questo».
A mettere nei guai Castiglione non solo il fax inviato al vice ministro alla Cultura dell’Albania (con il quale chiedeva una collaborazione culturale per l’associazione della compagna) ma anche il fatto che il documento sia finito brevi manu sul tavolo del ministro portato da Galdi e che nelle intercettazioni Castiglione sia considerato parte integrante del gruppo: «La lettera su carta intestata? Sì, forse è stata questa la mia leggerezza, ma è pur sempre una referenza, non è una raccomandazione». Alla domanda invece su un'ipotesi di dimissioni in caso di conferma del giudice per le indagini preliminari alla richiesta della Procura Castiglione ha dichiarato: «Penso che non ci sia questo rischio. Ne sono convinto perché non ho commesso nulla. Sono sereno, confido nella magistratura. Se fossi con la coscienza sporca mi sarei già dimesso. Non mi sono mai approfittato di nulla durante la mia attività politica». Sul questo aspetto il presidente Chiodi, ha dichiarato: «Aspettiamo le decisioni dei giudici, se dovesse esserci una misura interdittiva, comunque non ci sono alternative. Mi auguro che non ci sia».

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