TORINO Un tavolo tra enti locali, parti sociali e aziende per ridisegnare il trasporto pubblico locale. Dovrebbe partire la prossima settimana, frutto del corteo dei dipendenti dei servizi urbani e del trasporto ferroviario regionale che ieri hanno scioperato per 24 ore, sfilando dalla stazione torinese di Porta Nuova fino alla sede della Regione Piemonte, in piazza Castello. «L'adesione allo sciopero ha superato il 90% - dichiara Sabatino Basile, segretario della Fit Cisl - e anche la manifestazione ha visto la partecipazione di circa 2mila lavoratori. Da tempo chiediamo di iniziare un percorso con la Regione, e quella di oggi è un'apertura interessante, per istituire un gruppo di lavoro in grado di curare una revisione dell'intero sistema del trasporto locale. Il servizio e la domanda sono cambiati, quest'ultima è in continua crescita, e la razionalizzazione va intesa anche come un'occasione per ragionare su nuovi investimenti». A oggi le 113 aziende che operano entro i confini piemontesi (inclusa Trenitalia) si trovano di fronte a un segno negativo per quel che riguarda i fondi regionali: meno 9% per il trasporto su gomma rispetto all'anno passato (450 milioni) e meno 5% per il ferro, per il quale sono stati messi a budget 237 milioni. Il prossimo anno il taglio previsto è del 15%: in tutti i casi la riduzione è stata inferiore rispetto a quanto inizialmente stimato - si parlava di meno 17% nel 2012 e meno 23% nel 2013 -, ma non sufficiente per i sindacati, che enumerano un lungo elenco di difficoltà che colpiscono i lavoratori. «Tra le conseguenze dei tagli - afferma Davide Masera, segretario torinese della Filt Cgil - c'è ad esempio il blocco del turnover deciso da Gtt, a causa del quale l'azienda si ritrova con 150 addetti in meno da inizio anno, soprattutto autisti, e entro fine anno potrebbe scendere dagli attuali 5.280 lavoratori a 5mila. Inoltre è stato eliminato il turno di medicina preventiva, ossia un turno di guida più breve, riservato in genere alle persone più anziane che, dal momento che l'età pensionabile degli autisti sta aumentando, rischia di creare un numero sempre più alto di inidoneità alla guida». Tra le preoccupazioni sindacali c'è anche il debito arretrato che molti enti locali hanno nei confronti delle aziende del tpl: 230 sono i milioni che devono essere ancora erogati come corrispettivo dei servizi svolti nel 2011, mentre, al momento, la Regione ha annunciato che il rientro potrà essere effettuato solo a scaglioni, a partire da una tranche di 60 milioni destinata ai collegamenti realizzati con autobus. «La Regione ha compiuto il massimo sforzo per ridurre l'incidenza dei tagli al tpl, a partire dal bilancio previsionale per il 2012, nel quale sono stati aggiunti 119 milioni per i servizi su gomma, al documento pluriennale, che garantisce alle aziende di poter avviare una programmazione su basi certe - spiega l'assessore ai Trasporti Barbara Bonino -. Riteniamo ci sia spazio per ridurre i costi senza tagliare i servizi o licenziare, ma tutti, dalle aziende ai sindacati agli enti soggetti di delega, devono lavorare senza contrapposizioni. Certi sprechi non ce li possiamo più permettere».