L’Anpas Abruzzo è già sul posto Volontari da Loreto Aprutino e Montesilvano La mobilitazione corre su
L’AQUILA. Quando, il 6 aprile del 2009, un terremoto di magnitudo 6.3 devastò L’Aquila e il circondario, provocando la morte di 309 persone, i volontari emiliani furono, per mesi, in prima linea per aiutare gli aquilani. Ora che la tragedia ha colpito l’Emilia la solidarietà degli abruzzesi non si fa attendere.
Il primo ad esprimere vicinanza agli emiliani è proprio il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. «E’ una ferita che si riapre», dice, «che si nutre delle nostre paure più profonde, che brucia ancora nel ricordo di tutti i cittadini aquilani: la notizia della replica di così forte magnitudo nel modenese ci lascia attoniti e sconvolti».
E se l’amministrazione comunale aquilana annuncia di voler continuare a supportare i sindaci dei comuni colpiti dal sisma, anche la Regione Abruzzo si mobilita. Ieri sera è partita alla volta di Cavezzo, in provincia di Modena - epicentro della scossa di ieri mattina -, una colonna mobile della Protezione civile regionale: 45 volontari dell’Associazione nazionale alpini, con 25 mezzi, allestiranno una tendopoli, totalmente autosufficiente per una settimana e in grado di ospitare 250 senzatetto.
«Abbiamo conosciuto gran parte di queste persone quando la tragedia era a casa nostra», commenta l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante. «Ci ricongiungeremo con delle persone che hanno condiviso il nostro dramma. Il destino», dice l’assessore, «ha voluto che vivessero la stessa tragedia. Noi non li lasceremo soli». Giuliante, che questa mattina è partito assieme ad una squadra di tecnici per l’Emilia, annuncia che anche dopo la fase della prima emergenza l’Abruzzo non smetterà di supportare le zone colpite dal terremoto. Si è già mobilitato il comitato Anpas Abruzzo: da sabato sette volontari sono impegnati nel campo di accoglienza allestito presso il comune di Mirandola. Ieri una seconda colonna mobile Anpas Abruzzo, composta da 15 volontari e 6 mezzi, è partita con una tenda sociale di 160 metri quadrati per poter ospitare le sala mensa ed un modulo bagno e docce per l’area di accoglienza allestita nel campo sportivo di Novi di Modena. Da Montesilvano sono partiti con due automezzi cinque volontari della Protezione Civile, i quali, coadiuvati dalla sezione di Loreto Aprutino, si sono mossi alla volta del polo fieristico di Bologna, per l’allestimento di una tendopoli.
Anche i cittadini comuni, attraverso il tam tam sui social network, fanno sentire la propria vicinanza a chi sta vivendo il dramma del terremoto. Uno per tutti, Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant’Angelo, uno dei comuni maggiormente feriti dal sisma del 2009. «C’è una famiglia di Modena con figli piccoli che ha necessità di due roulotte», scrive il primo cittadino su Facebook, «sarebbero anche disposti a venirle a prendere. Se qualcuno ne ha e vuole donarle, può contattarmi».
C’è anche chi propone di aiutare le aree colpite dal terremoto comprando i prodotti locali: ne è esempio la campagna promossa dalla Pro Loco di Tornimparte, che raccoglie adesioni per l’acquisto di Parmigiano reggiano.
Sul posto i tecnici del comune dell’Aquila
Rosone: «Stiamo rivivendo il dramma di tre anni fa»
MODENA. «Le persone che correvano per le strade, intere famiglie che mangiano vicino alle case, con le porte aperte, e, soprattutto, la grande paura negli occhi di tutti. Mi è sembrato di rivivere quanto accaduto all’Aquila tre anni fa». È la testimonianza di Luca Rosone, tecnico del Comune dell’Aquila, arrivato a Modena lunedì sera.
Rosone fa parte di una squadra di sei tecnici - due stanno lavorando a Bologna, due a Ferrara e due a Modena - inviata dall’amministrazione comunale dell’Aquila per supportare gli operatori locali nella valutazione di agibilità degli edifici colpiti dal terremoto.
«La macchina dell’emergenza», spiega Rosone, «è organizzata con tre Ccs, ovvero Centri di coordinamento dei soccorsi. Uno è a Bologna, nella sede della Regione Emilia Romagna, e altri due sono a Modena e a Ferrara. Il nostro compito è quello di recepire le schede per la valutazione della condizioni degli edifici e inviarle tutte al Ccs di Bologna».
Con le scosse di ieri, però, il lavoro del gruppo aquilano è cambiato: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr.)», spiega Rosone, «dopo la prima fortissima scossa abbiamo iniziato una serie di sopralluoghi nei comuni di nostra competenza». Il paragone con L’Aquila, per Rosone, è inevitabile: «Case ed abitazioni sono sicuramente meno danneggiate delle nostre», dice, «ma la situazione è grave per quanto riguarda il patrimonio artistico e per i capannoni industriali. Sono stato, ad esempio, a Sant’Agostino, piccolo comune della provincia di Ferrara», prosegue il tecnico aquilano, «dove sono morti alcuni operai a causa del crollo dei complessi industriali».
«Anche se in apparenza i capannoni possono sembrare nuovi», evidenzia Rosone, «in realtà, come ci ha spiegato una collega del posto, queste strutture sono state realizzate prima del 2005, quando non era obbligatorio costruire nel rispetto della normativa antisismica». Dopo il sopralluogo nei capannoni industriali, Rosone, assieme ai colleghi, ha visitato anche la frazione San Carlo di Sant’Agostino, interessata dal cosiddetto fenomeno della liquefazione.
I tecnici aquilani sono ospiti in un campo gestito dalla Protezione civile di Firenze a Modena e, al loro arrivo, ad accoglierli c’era il sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi. Il gruppo tornerà in Abruzzo lunedì prossimo, quando arriveranno in Emilia altri colleghi aquilani. (l.d.)