ROMA - Il governo è pronto a intervenire a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia che, come ha detto Mario Monti, «non coglie le istituzioni impreparate». Sarà un Consiglio dei ministri straordinario che si riunisce stamane a prendere le prime misure per far fronte a questa nuova emergenza, facendo seguito alle assicurazioni venute da tutti i vertici istituzionali che il Paese saprà superare la nuova difficile prova. All’esame del governo la possibilità di una nuova mini-accisa sulla benzina tra i due e i tre centesimi al litro. E’ improbabile però che l’aumento venga deciso nella riunione di oggi, che comunque dichiarerà lo stato d’emergenza nell’area colpita dal sisma, perché - si osserva a palazzo Ghigi - prima di quantificare l’entità degli interventi, bisognerà avere una stima più chiara dei danni. Stima che, al momento, resta aleatoria in quanto i crolli continuano a susseguirsi nelle zone terremotate. In ogni caso, si pensa che siano inevitabili misure di finanziamento straordinario vista della prevedibile vastità dell’intervento da realizzare.
Il presidente del Consiglio - raggiunto dalla notizia del sisma mentre discuteva a palazzo Chigi con il presidente della Regione Emilia, Vasco Errani, e il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, sui provvedimenti per il terremoto di dieci giorni fa - ha inteso confermare che, anche in questa circostanza, «lo Stato farà tutto quello che deve essere fatto, e lo farà in tempi brevi, per il soccorso, l’assistenza, la ricostruzione e il ritorno a una normale vita civile e produttiva di questa zona così importante dell’Italia». «Tutte le zone del Paese - ha aggiunto Monti - sono importanti, ma questa è un’area che ha dato prova nel corso dei secoli, dei decenni e degli anni di essere molto industriosa e di giovare allo sviluppo del Paese. Una zona che ha dato grande prova di capacità di reazione in risposta alle prime scosse dei giorni scorsi. Bisogna che i cittadini - ha detto ancora il premier - si rendano conto che il terremoto non è colpa dello Stato, ma anche lo Stato deve rendersi conto che i cittadini da esso si aspettano molto». Monti ha infine invitato «tutti ad avere fiducia: l’impegno dello Stato sarà garantito perché ogni cosa sia fatta nel modo migliore e più efficace. Sono certo - ha concluso - che supereremo anche questo momento».
La prima visita di un membro del governo nell’area del disastro è stata, ieri pomeriggio, quella del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che nella prefettura di Modena ha riunito, per fare il punto della situazione, i prefetti delle zone interessate.
E sempre all’impegno dello Stato a favore delle popolazioni così dolorosamente colpite, ha fatto riferimento il presidente del Senato, Renato Schifani, affermando tra l’altro che è «assolutamente necessario e doveroso fare luce sulle eventuali responsabilità». Il cordoglio e la solidarietà di Schifani si è poi rivolta, «in particolare, a coloro che hanno perso la vita sul luogo di lavoro». Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiamando a un minuto di silenzio la platea della Sala della Lupa di Montecitorio riunita per la relazione annuale dell’Inps, ha invitato a «onorare la memoria dei lavoratori deceduti nel terremoto».
E in entrambe le Camere rappresentanti del governo hanno riferito ieri su un primo bilancio delle conseguenze del sisma. Che, secondo quanto detto al Senato dal sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, ammontava provvisoriamente a 15 morti, 7 dispersi, 200 feriti e circa 8 mila sfollati. Il sottosegretario ha anche annunciato che il governo proclamerà per lunedì 4 giugno una giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto. Alla Camera l’informativa del governo è stata resa dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.
Anche il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, in visita a Reggio Emilia, ha parlato di misure che sono sul tavolo del governo per fronteggiare l’emergenza terremoto. «Stiamo approntando - ha detto - un piano di consolidamento antisismico degli edifici scolastici, ma la situazione è molto complessa e non ancora stabilizzata nell’area colpita». Quanto alla sicurezza degli edifici scolastici, non solo in Emilia ma su tutto il territorio nazionale, il ministro ha parlato di un piano complessivo del governo, sottolineando che, in materia, «in questi anni, è stato fatto troppo poco».