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Data: 30/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sisma in Emilia. L’Abruzzo realizza un campo per i terremotati

L’AQUILA - Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha parlato di «una ferita che si riapre, che si nutre delle nostre paure più profonde, che brucia ancora nel ricordo di tutti i cittadini aquilani». La seconda scossa di terremoto che ha provocato morte e distruzione nel Modenese ha scosso gli aquilani e tutta la comunità abruzzese. Il ricordo della tragedia del 2009, d’altronde, è ancora vivido e le immagini di questi giorni lo hanno riproposto in tutta la sua drammaticità. L’Abruzzo, «attonito e sconvolto», come dice Cialente, non si è fermato a contemplare il disastro. È passato all’azione, così come fecero con prontezza gli emiliani tre anni fa. Alle prime ore di stamattina arriverà nel borgo distrutto di Cavezzo, a pochi chilometri da Modena, la colonna mobile della nostra Protezione civile. È composta da 25 mezzi e oltre 45 volontari appartenenti all’Ana (Associazione nazionale alpini). La Protezione civile abruzzese (presente anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante) allestirà un campo capace di dare ospitalità a circa 250 senza tetto, oltre al personale.
Il campo sarà dotato di una tensostruttura destinata ad ospitare la mensa, una cucina mobile capace di confezionare mille pasti al giorno, una cella frigorifero e tutto l’occorrente per l’emergenza: tende con brande, materassi e sacchi a pelo, docce, bagni. Il campo sarà totalmente autosufficiente per una settimana, dopo di che riceverà il cambio del personale e il rifornimento delle derrate. Della colonna mobile fanno parte anche due mezzi della Croce rossa che porteranno sul posto tende e brande.
«Penso a quei lavoratori -ha scritto ieri Cialente, commosso- che, con coraggio, erano tornati nelle fabbriche nella speranza di riprendere la strada della normalità e che oggi hanno perso la vita sotto le macerie; sono eroi del tempo e della terra che abitiamo. Penso con enorme tristezza a tutti quei Comuni che stanno vivendo una tragedia che, purtroppo, ben conosciamo. Indico, per tutti, il Comune di Cavezzo, in provincia di Modena, crollato per tre quarti sotto la furia del sisma. So bene cosa significherà in futuro per i cittadini di quel piccolo comune ricostruire la propria identità, scavare nelle macerie dei ricordi per tenerli ancora vivi. Penso agli amministratori locali, alla forza d’animo e alla lucidità che in queste ore dovranno convivere con la paura, fino a sconfiggerla. Io sono con loro». Per gli aquilani un salto indietro di tre anni. Molti volontari sono già in Emilia, come quelli civile del Prociv Arci, dei volontari di Arischia e dei Gvdpct di Tempera. «L’impegno -dicono- sarà lo stesso del 2009».

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