Al loro posto sono comparsi maxi cartelli che illustrano l’attività della giunta: stesse localizzazioni e stesse dimensioni ma insomma tutt’altra musica. I manifesti anti-rom sono stati sostituiti e c’è voluta una settimana per farlo ma l’operazione non cambia di una virgola il pensiero di Lorenzo Sospiri, consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl, autore di una scelta che ha scatenato critiche e proteste: «Un messaggio troppo sintetico può aver urtato qualcuno, chiedo scusa dell’errore, non si ripeterà più».
Alla fine però li avete tolti: «Era scaduto il tempo dell’affissione». Non è vero, l’Aipa dice che la tassa era pagata fino al 4 giugno: «Abbiamo anche altri messaggi da far arrivare ai pescaresi e volevamo chiudere il discorso».
In ogni caso, quel che Sospiri voleva far arrivare alla pancia della città era proprio il messaggio che su quei manifesti era scritto: «Fuori dalle case popolari rom e delinquenti». L’equivalenza ha innescato denunce a catena, da Sel alla Fondazione Romanì, all’Unar: «Mi assumo la responsabilità della scelta ma il significato dello slogan era un altro: via i rom che delinquono così come gli italiani e gli stranieri che delinquono». E spiega, Sospiri, quel che la giunta di centrodestra ha fatto in tre anni: «per esempio sgomberare 32 appartamenti occupati da inquilini macchiati di reati oppure inquilini abusivi, come del resto prevede la legge», con tanto di imprimatur della magistratura «per poi restituire quegli alloggi a chi ne aveva il diritto».
Sospiri è comunque convinto che gli operatori della comunicazione, cioè i giornalisti, non abbiano capito; accetta che qualche anima sensibile possa essersi offesa e appunto chiede scusa; tuttavia è persuaso che la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne che abitano in questa città, soprattutto quelli che vivono in certi quartieri, abbiano capito, eccome, il messaggio del Pdl.
«Prima le promesse, e poi i fatti - conclude Sospiri - ma trovo ridicolo che qualcuno denunci un manifesto e poi non denunci i prevaricatori di certi quartieri. E’ facile scrivere quattro righe su facebook, nella propria bella casa, o in un comodo ufficio, seduto magari in poltrona. Difficile aiutare le vittime di certi abusi. Mica sto dicendo novità, parlo di un problema grave, diffuso e noto. In tutti i gruppi sociali ci sono buoni e cattivi, non voglio dire che i rom siano tutti criminali ma quelli che delinquono devono essere allontanati dalle case popolari occupate senza diritto. E’, questa, una battaglia sacrosanta».