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Data: 31/05/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
Terremoto in Emilia - Terremoto: ventimila lavoratori fermi. I sindacati rinviano la manifestazione del 2 giugno

Il punto sugli effetti generati dal sisma sul sistema produttivo: 3.500 le aziende colpite. Al collasso le filiere del biomedicale, dell'aceto balsamico, del parmigiano, della componentistica e delle conserve

Sono circa 20mila, secondo la Cgil Emilia Romagna, i lavoratori che stanno subendo le conseguenze dei terremoti del 20 e del 29 maggio. Lavoratori che saranno fermi nel prossimo periodo insieme alle circa 3500 aziende interessate dal sisma. Quella che lascia il terremoto è dunque "un'immagine devastante": si parla infatti di "13.000 sfollati, 24 morti dei quali 18 sotto le macerie delle fabbriche, 54 scuole chiuse, cinque ospedali evacuati, 12 municipi chiusi, 37 comuni (senza considerare le frazioni) colpiti, intere filiere al tracollo (biomedicale, parmigiano-reggiano, acetaie, componentistica meccanica, tessile carpigiano, conserve animali)".

In una nota la Cgil liquida come "francamente insopportabile sentirci accusare di artificiosità quando denunciamo che morire in fabbrica, perche' le mura si sfogliano come carta, non e' degno di un Paese che si definisce civile". Quanto ai morti nelle fabbriche, "siamo i primi a sostenere che se si perdono le nostre peculiarità economiche e produttive si rischia di non avere futuro- continua la nota- ma il lavoro, le produzioni, non possono essere scambiate con la vita". Si tratta di "non chiudere gli occhi e di rendersi conto che esistono anche responsabilità specifiche e che da subito bisogna riprogettare le infrastrutture produttive", afferma la Cgil, "per lavorare in sicurezza e per rilanciare le filiere in difficoltà impedendone la delocalizzazione".

I lavoratori senza fabbrica sono così suddivisi per settore: Ceramica 2.000; Biomedicale 3.500; Meccanica 5.000; Alimentare 4.000; Distribuzione 1.500; Altri (servizi-logistica-edili-tessili) 4000. Le filiere definite al collasso dalla Cgil sono: biomedicale, aceto balsamico, prima fase delle conserve animali (macelli), parmigiano reggiano, componentistica meccanica. Difficoltà evidenti si manifestano anche nel tessile carpigiano e nel vitivinicolo.

Nel reggiano ieri circa 5000 lavoratori si sono fermati: problemi per Tecnogas - Padana Tubi - Profil tubi - Bertazzoni, - Mobirolo - Carpenter - Dallai - Puntomecc - Lincar - Di.Mo - Om Carrelli - BCS Ferrari - Argo Tractors - Simol - Eurosysistem - Tigieffe - Montanari - Le Tullie - Scale Nilur - G.V.A. Meccanica – Gianni Ferrari - Razolo, che sono ancora ferme per accertamenti.

Il sindacato ricorda che è operativo un conto corrente bancario per aiuti presso la banca Carisbo sede di Bologna intestato a “Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Fondo intervento a favore delle popolazioni, dei lavoratori e del sistema produttivo regione Emilia Romagna e provincia di Mantova.” Le coordinate del conto: codice IBAN - IT11 N063 8502 4011 0000 0012 900.

Il governo ha invece varato un decreto legge per l’emergenza terremoto che, tra le diverse misure, prevede un aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per finanziare la ricostruzione.

Sempre oggi le confederazioni sindacali hanno deciso di rinviare la manifestazione nazionale prevista per il 2 giugno a Roma: l’evento, in segno di rispetto per le vittime del sisma, è stato rinviato al 16 giugno. Nel fine settimana i leader di Cgil-Cisl-Uil si recheranno nei luoghi colpiti dal terremoto.

"Una nuova e moderna legge urbanistica" da varare subito "per valorizzare il nostro territorio che – a differenza di quando afferma la normativa vigente che risale al 1942 - non deve più essere ricostruito, ma salvaguardato da inadeguate trasformazioni urbanistiche". Lo afferma dopo il terremoto in Emilia il Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. Il suggerimento è "frenare l'espansione edilizia, incentivando i temi del recupero, della riqualificazione e rigenerazione urbana attraverso la qualità dell'architettura".

I sindacati rinviano la manifestazione del 2 giugno

Sabato iniziativa simbolica in Emilia Romagna. Manifestazione nazionale rinviata al 16 giugno. Camusso: "Serve una deroga al patto di stabilità. Il governo trovi le risorse non con l'aumento delle accise, ma con elementi di equità che finora sono mancati"

Dopo il nuovo terremoto che ha colpito l’Emilia, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di rinviare la manifestazione nazionale sul fisco in programma per sabato prossimo, 2 giugno. La manifestazione slitta a sabato 16 giugno, sempre a Roma in piazza del Popolo. Lo hanno annunciato i segretari generali di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, insieme al segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in conferenza stampa congiunta.

“Sabato – ha detto Bonanni – terremo un’iniziativa simbolica in Emilia Romagna con la massima dirigenza dei sindacati confederali nei posti più toccati dai lutti e dai danni, per significare in modo plastico la nostra vicinanza con quei lavoratori e quelle famiglie”. Restano, però, i motivi alla base della manifestazione sul fisco, aggiunge Bonanni, annunciando che la nuova data possibile, "sperando che finisca la preoccupazione per ciò che sta accadendo in Emilia", è il 16 giugno.

Quindi la parola a Susanna Camusso. "È indubbio che mai come in questo caso il terremoto è stato caratterizzato dal tema del lavoro e soprattutto, purtroppo, dal crollo dei capannoni. Questo in una zona dove ci sono molti distretti industriali: per questo vogliamo sottolineare come per noi il paese abbia la necessità di un intervento straordinario per ricostruire e mettere in sicurezza". A partire "dalla deroga al patto di stabilità europeo per stanziare la cifra necessaria alla ricostruzione", altrimenti "si rischia di lasciare una situazione di rischio insopportabile".

Così il segretario generale della Cgil. "Abbiamo ritenuto utile e necessario – aggiunge Camusso – essere il 2 giugno nelle province colpite per incontrare le famiglie e le istituzioni, per ragionare con loro su cosa bisogna fare, su cosa bisogna chiedere al governo".

Proprio oggi c'è stato il Consiglio dei ministri. "Ai primi provvedimenti occorre dare subito continuità", afferma. "L'aumento delle accise sulla benzina non lo possiamo condividere. Abbiamo più volte sottolineato che intervenire sulle accise, come sull'Iva, ha solo effetti depressivi. Le risorse per il terremoto vanno cercate da un'altra fonte, magari producendo qualche elemento di equità che finora non c'è stato".

Domenico Proietti della Uil ha chiesto "una moratoria fiscale di un anno per le Province coinvolte dal sisma, evitando il balletto delle proroghe che non danno certezze". Serve "una grande operazione per la messa in sicurezza, non solo delle fabbriche ma anche delle scuole e di tutti gli altri edifici: può essere anche un modo per rilanciare l’economia". Confermate le ragioni della mobilitazione sul fisco: "Il 16 giugno sarà solo il primo passo, pensiamo che ci siano gli spazi per ridurre le tasse già nel 2012”.

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