ROMA - Blindata con la richiesta di 4 voti di fiducia su altrettanti maxiemendamenti, la riforma del mercato del lavoro sia avvia stamane verso il via libera del Senato. La richiesta delle 4 questioni di fiducia è stata annunciata ieri mattina nell’aula di Palazzo Madama, e già ieri sera sono state votate e approvate le prime due. Stamane si procederà con le altre due, a fine mattinata si prevede l’ok complessivo. La riforma dovrà poi passare all’esame della Camera. L’obiettivo è farla diventare definitivamente legge entro metà giugno.
I quattro maxiemendamenti spacchettano per argomento il testo approvato dalla Commissione Lavoro del Senato - flessibilità sia in entrata che in uscita, ammortizzatori sociali, tutele in costanza di rapporto di lavoro, politiche attive per l’impiego e coperture finanziarie - ma di fatto ne ricalcano il contenuto. Nel ricordare l’importanza della riforma ed elogiare il lavoro fatto in commissione, il ministro Elsa Fornero in aula ha anche voluto sottolineare come sull’articolo 18 «non è stata utilizzata l’accetta. Non lo abbiamo distrutto perché è un valore». Il ministro ha poi precisato che la riforma «non è una bacchetta magica» ma serve a recuperare «occupazione, produttività e reddito».
Intanto alla Camera ieri c’è stato un incontro tra i deputati della commissione Lavoro e i sindacati per cercare una soluzione al problema degli esodati che non rientrano nel decreto dei 65.000 messo a punto dal governo. Presto partirà un tavolo tecnico congiunto. Servirà - ha spiegato Cesare Damiano (Pd) - «a perfezionare la proposta di legge alla quale stiamo lavorando per risolvere il problema di tutti gli esodati». Soddisfatti i sindacati. «Abbiamo fatto un passo avanti» ha riconosciuto Susanna Camusso, leader Cgil. Mentre Raffaele Bonanni, numero uno Cisl, ha ricordato l’obiettivo: «Tutti coloro che hanno firmato accordi entro il 31 dicembre dovranno essere tutelati».