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Data: 31/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Redditi, estetiste le più povere Il ministero: dichiarano 6.500 euro, i ristoratori 14.300

ROMA. Gioielli e pellicce non fanno diventar ricchi, anzi. Il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha diffuso i dati sulle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori autonomi e professionisti. Scorrendo i dati sugli studi di settore relativi all’anno di imposta 2010 salta all’occhio che il reddito medio annuo di un gioielliere è di 17.000 euro. Per gli albergatori è di 14.700 euro, per gli autosaloni di 14.800 euro. E ancora: i pellicciai guadagnano 12.200 euro, i parrucchieri 12.600 euro.
In generale con la ripresina del 2010 autonomi e professionisti hanno dichiarato in media 27.000 euro di reddito annuo, il 3,1% in più rispetto al 2009. Ma resta lungo l’elenco delle categorie che guadagnano, o comunque dichiarano, redditi molto bassi, inferiori a quelli medi dei lavoratori dipendenti (19.810 euro nelle stesse dichiarazioni del 2011). Ci sono categorie che non arrivano, nella media, ai 10.000 euro di reddito annuo. Sono gli istituti di bellezza (6.500 euro), i negozi di abbigliamento (8.600) o le tintorie (9.700). Abbondantemente sotto il reddito medio dei lavoratori dipendenti ci sono bar (16.800 euro), ristoranti (14.300), taxi (14.800).
Al contrario, la palma d’oro dei redditi spetta ai notai che guadagnano oltre 318.000 euro. Anche le farmacie hanno redditi a sei cifre: 109.700. Seguono studi medici, commercialisti e avvocati. Il reddito dichiarato delle società di persone (che sono complessivamente pari a quasi un milione) è invece mediamente pari a 41.960 euro, lo 0,41% in più rispetto all’anno precedente.
La piccola ripresa del 2010 ha fatto segnare un generale aumento dei ricavi/compensi dichiarati pari all’1% rispetto all’anno precedente (798,2 miliardi di euro il totale dichiarato), con andamenti differenziati all’interno dei settori: il manifatturiero, che aveva subito il calo maggiore nel 2009 mostra un recupero maggiore (+1,9%), seguito dal settore delle attività professionali (+1,7%) e dai servizi (+1%), mentre è stabile il commercio (+0,1%).
Le Finanze hanno fornito anche i dati sull’Iva: sono circa 5,122 milioni i contribuenti che nel 2011 hanno presentato la dichiarazione sull’imposta sul valore aggiunto, l’1% in meno rispetto all’anno prima. Il dato che più colpisce è comunque quello relativo all’elevata concentrazione del giro d’affari: i contribuenti con ricavi oltre 7 milioni di euro (circa lo 0,85% del totale, prevalentemente società di capitali) detengono circa il 66% del giro d’affare totale che emerge dalle dichiarazioni Iva.
E proprio il giorno della pubblicazione dei dati sui redditi la Finanza scopre il caso di un geometra che da 19 anni ha evaso totalmente il fisco. Con una residenza anagrafica fittizia a Osimo, il geometra viveva in un comune vicino. Fatturava le prestazioni con la sua vecchia partita Iva, cessata il 30 dicembre del 1993, quando aveva smesso di pagare le tasse. Grazie ai controlli incrociati le Fiamme gialle hanno scoperto un meccanismo che, oltre a consentirgli di evadere le imposte dirette gli permetteva di appropriarsi dell’Iva destinata all’Erario riscossa dai clienti. E’ stato denunciato e gli sono stati contestati compensi non dichiarati per circa 1,2 milioni e 240 mila euro di evasione dell’Iva.

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