Risolto il caso Api, superata la fase di impasse con i dipietristi, oggi potrebbe essere ufficializzata la nuova giunta del sindaco Massimo Cialente. Questa l’ipotesi degli assessori con le deleghe: Di Stefano (Urbanistica, Ricostruzione e Beni culturali), Moroni (Opere pubbliche e cave), Pezzopane (Cultura), Fanfani (Attività produttive), Iorio (Turismo e Sport), Riga (vicesindaco, Ambiente e Protezione civile), Leone (Personale e Polizia municipale), De Santis (Bilancio), Pelini (Assistenza alla popolazione). Il sindaco ieri ha avuto incontri a raffica con i partiti e un confronto collegiale con la coalizione. Il caso Api, si diceva, sembra essere chiuso. Roberto Riga, assessore uscente, avrà in aggiunta ad alcune deleghe che aveva nella passata consiliatura (Protezione civile, sanità, ex Onpi, Università) anche l’Ambiente, cedendo invece l’Urbanistica al democrat Pietro Di Stefano che l’accoppierà con la Ricostruzione. Alfredo Moroni avrà invece le Opere Pubbliche. In giornata il sindaco ha incontrato l’Idv che ha consegnato la sua rosa di nomi. Il sindaco sceglierà Lelio De Santis che sarà l’assessore al Bilancio e al Patrimonio. Mancini ha infatti detto chiaramente che non intende ricoprire un posto in giunta. Scontenta tuttavia la parte rosa del partito che sperava di poter entrare nell’Esecutivo. A sorpresa tuttavia scoppia la grana di Giuseppe Bernardi il quale ha sottolineato la pari dignità della lista «L’Aquila Oggi» rivendicando un assessorato. «Se dovessimo essere solo presenti in consiglio - dice - garantiremo solo l’appoggio esterno». Le surroghe potranno essere effettuate già in occasione del primo consiglio comunale. Le new entry in consiglio potrebbero essere per il Pd Sergio Ianni, Giorgio Spacca e Ettore De Paolis, per l’Api Pierluigi Mancini. A fare da pungolo a Cialente ci pensa il consigliere Luigi D’Eramo della lista «Prospettiva 2022». «A pochi giorni dalla riconferma, le grandi aspirazioni di Cialente si sono sgonfiate fino a risolversi in litigi e rivendicazioni - scrive in una nota -. Carlo Benedetti vuole la presidenza del Consiglio comunale, l’Api minaccia l’uscita dalla maggioranza, mentre lo stesso sindaco rinuncia alla promessa solenne di scelte meritocratiche fatta agli aquilani e impegna il suo prezioso tempo in conti da manuale Cencelli». «Cialente ha chiesto a gran voce di essere rieletto al primo turno - prosegue D’Eramo - perché, testuale, “non si poteva perdere un minuto per L’Aquila”. Sono trascorsi 10 giorni dal ballottaggio e ci costringe ad assistere all’indegno spettacolo delle spartizioni e delle rivendicazioni rispetto ad accordi non mantenuti con gli alleati».