La dottoressa risultò vincitrice al termine della prova orale a porte chiuse
Abuso d’ufficio. È questa l’ipotesi di reato per la quale la Procura ha iscritto sul registro degli indagati i tre componenti della giuria che nel 2010 aveva proclamato vincitrice di concorso la dottoressa Graziella Soldato, moglie del presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano. Si tratta di Antonio Caponetti, Giancarlo Diodati e Carla Granchelli, finiti nell’inchiesta nata da un esposto dell’ex presidente del collegio sindacale della Asl, e consigliere comunale dell’Idv, Fausto Di Nisio. Il concorso era stato bandito dalla Asl ed era finalizzato all’assunzione temporanea di un dirigente medico nella disciplina di igiene, epidemiologia e sanità pubblica. Secondo il teorema della Procura i tre avrebbero omesso di compilare, all’atto dell’insediamento della commissione, un documento con il il quale attestavano di non essere in condizioni di incompatibilità con la candidata in questione: un prerequisito ritenuto essenziale per la trasparenza e l'imparzialità della procedura concorsuale. A notificare i tre avvisi di garanzia, ieri, sono stati gli uomini della squadra mobile diretta da Pierfrancesco Muriana, gli stessi ai quali il pm Mirvana Di Serio ha delegato il compito di interrogare i tre indagati il 5 giugno. Secondo la Procura la Soldato avrebbe sostenuto la prova orale del concorso a porte chiuse, risultando, poi, vincitrice. Grazie a questo concorso la dottoressa Soldato ha avuto un contratto semestrale nell'aprile 2010, prorogato poi fino al settembre 2012, ma sulla procedura seguita Di Nisio aveva espresso diverse riserve. Secondo l’ipotesi perseguita dalla Procura, ancora tutta da dimostrare visto che il fascicolo è alle fasi preliminari, i tre avrebbero intrattenuto frequenti rapporti telefonici con la Soldato, anche durante il periodo delle prove concorsuali, e una componente della commissione, che è stata relatrice della tesi di specializzazione della Soldato, l'avrebbe sentita al telefono anche il giorno del colloquio e della stesura della graduatoria definitiva di merito. Sono ancora tanti, quindi, i punti da chiarire. Qualcosa in più si potrebbe capire a conclusione degli interrogatori previsti la prossima settimana, nel corso dei quali gli indagati potranno spiegare la loro versione dei fatti. Secondo il pm di Pescara, Miriana Di Serio, i tre avrebbero procurato «un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Soldato». Con l’iscrizione sul registro degli indagati e la notifica dell’informazione di garanzia i tre possono nominare un avvocato ed esercitare, quindi, il diritto di difesa, compresa quella parte che prevede l’accesso agli atti del fascicolo.