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Data: 01/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pd: l’aeroporto d’Abruzzo è gestito male. D’Alessandro: il presidente Saga non viene in commissione. Laureti: rinvio concordato

Il numero uno della società: sui collegamenti viari c’è molto da fare ma per il resto non sono d’accordo

PESCARA. «L’Abruzzo dalla regione dei flussi rischia o di diventare la regione-deserto con un aeroporto troppo poco lungo, con troppi pochi passeggeri e con porti troppo poco profondi ed insabbiati. Tutto maledettamente troppo poco: questo è l’Abruzzo di Chiodi». Il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro apre il fronte trasporti nella polemica politica con la maggioranza.
Lo spunto da cui parte il centrosinistra è lo slittamento dell’audizione in commissione regionale di vigilanza di Lucio Laureti, presidente della Saga - la società regionale di gestione dell’aeroporto d’Abruzzo - e dell’assessore ai Trasporti Giandonato Morra. Per il Pd, che aveva richiesto la convocazione, si tratta di una mancata audizione, Laureti e Morra si sarebbero in qualche modo sottratti alla “chiamata”. «E’ la terza riunione della commissione di vigilanza e in nessuna delle tre si è vista la presenza di Morra e del presidente Saga Lucio Laureti, eppure la nostra richiesta di commissione è datata 20 marzo», spiega D’Alessandro che aggiunge: «Il presidente Gino Milano ha assunto l’impegno di riconvocarla tra 15 giorni, per quella data chiederemo di conoscere anche il bilancio di esercizio 2012».
«Non c’è nessun caso dietro la mancata commissione, ed è bene che le cose non siano travisate», risponde Laureti, il professore - è docente di Economia - chiamato alla Saga dopo la presidenza pro tempore di Carla Mannetti fino al 2011. «Con il presidente della commissione Gino Milano abbiamo concordato un’altra data anche perché ero stato chiamato a relazionare su bilanci 2009 e 2010 che non sono di mia competenza, ma rispettivamente degli ex presidenti Saga Vittorio Di Carlo e Mannetti. Avevo comunque dato la mia disponibilità ad andare all’Aquila, ma lo stesso Milano, come mi ha comunicato con una lettera arrivata ieri, mi ha fatto sapere che avrebbe rinviato la commissione preparando questa volta anche un’adeguata documentazione attinente alla mia gestione».
In effetti il Pd, continuando la polemica, sottolinea che Milano ha assunto l’impegno di riconvocare la commissione tra 15 giorni e di inserire per quella data anche il bilancio di gestione 2012 di competenza della presidenza Laureti. Per quanto riguarda il 2009 e il 2010 è probabile che saranno chiamati Di Carlo e la Mannetti.
«Da parte mia non c’è alcun problema», ribatte il professore, «la polemica politica non è il mio mestiere, come ero disponibile ad andare ieri all’Aquila lo sarà per la prossima convocazione».
Il Pd tuttavia ritira fuori anche il piano Enac (ente nazionale aviazione civile) - nel quale lo scalo abruzzese figura fra gli aeroporti complementari che se entro tre anni non raggiungono i 500mila passeggeri l’anno si dovranno autosostenere poiché perderanno tutti i finanziamenti pubblici - per dire che per l’aeroporto bisogna cambiare sostanzialmente marcia.
In particolare, in una parte del piano Enac si dice che l’aeroporto d’Abruzzo è fra quelli mal gestiti e penalizzati dalle infrastrutture. «Quello di Pescara è un aeroporto non direttamente collegato con i maggiori centri della regione», si legge nel rapporto il quale, di contro, riconosce allo scalo abruzzese il merito di aver già raggiunto e superato quota 500mila passeggeri annui. «Beh, per quanto riguarda i collegamenti, posso essere anche d’accordo», afferma Laureti, «è un settore su cui si può fare di più. Questo perché, primo, all’aeroporto si accede sempre e solo da una strada trafficata come la Tiburtina; secondo, perché non è raggiungibile da una rete ferroviaria di metropolitana leggera e terzo perché è privo di un collegamento con Roma che potrebbe essere su gomma fino a Lunghezza e poi su ferro per la capitale».
E il traffico passeggeri? «Fino ad ora i passeggeri sono in aumento», risponde il presidente Laureti, «ma l’effetto della crisi economica generale è l’unica variabile incontrollabile. E che ci preoccupa per il futuro».

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