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Pescara, 05/04/2026
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Data: 01/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil: 100 milioni sul tavolo del Patto. Di Cesare: Chiodi decida con le parti sociali come usare quelle risorse

Le richieste del sindacato sui nuovi fondi europei reperiti: destiniamoli all’istruzione e al sociale
«Stallo economico sempre più vicino a una crisi civile»

PESCARA. La Cgil chiede al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di discutere dove e come spendere i 100 milioni di euro recuperati da fondi europei al tavolo di consultazione del Patto per lo sviluppo. La richiesta arriva dal segretario regionale del sindacato, Gianni Di Cesare, all’indomani dell’annuncio, da parte del governatore, del reperimento delle risorse aggiuntive da destinare alla crescita.
«La Cgil Abruzzo e le altre organizzazioni sindacali», dice Gianni Di Cesare, «sono state le protagoniste dell’incontro del 17 aprile con il ministro Barca, l’incontro nel quale fu accolta dal governo la richiesta di assegnare alla nostra regione maggiori finanziamenti per il welfare locale, per gli anziani e i bambini, per l’istruzione. Una richiesta motivata dal fatto che l’Abruzzo ha bisogno di queste risorse per garantire ai cittadini più diritti e più competenze, a partire dalla scuole, il rilancio dell’occupazione, oltre che una maggiore assistenza sociale».
«Bene dunque l’assegnazione di questi 100 milioni di euro», prosegue il segretario della Cgil, «e tuttavia non dimentichiamo che si tratta di un risultato positivo ottenuto dall’intero Patto per lo sviluppo, con tutte le sue componenti, e dalle stesse organizzazioni sindacali. Nello specifico inoltre, per quanto riguarda lo sviluppo del sistema d’impresa abruzzese, sia quello produttivo che quello terziario e turistico, dobbiamo ricordare che resta ancora inevasa la nostra richiesta di porre attenzione e risorse finanziarie aggiuntive alla Valle Peligna e alla Val Vibrata, oltre che investimenti specifici in alcune medie e grandi aziende».
«Molto importante» resta poi, secondo Di Cesare, «la distribuzione di questi 100 milioni, soprattutto nei settori dell’istruzione e degli interventi sociali. D’altra parte è ormai evidente che l’Abruzzo è in presenza di una stallo economico con caratteristiche sempre più vicine a una vera e propria crisi sociale: povertà in aumento, anziani soli e senza assistenza, bambini privi spesso anche dell’asilo nido, servizi alle famiglie insufficienti, eccetera».
E’ per questi motivi, quindi, che la Cgil chiede al governatodi confermare la scelta di «un confronto su tavoli di lavoro specifici, un sistema che può aiutare le scelte migliori, a vantaggio dell’intera comunità abruzzese.

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